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Non è colpa del franco CFA se i migranti arrivano in Italia. La bufala di Dibba e Di Maio

I due leader del M5s attaccano i francesi per i morti nel Mediterraneo e per gli sbarchi sulle nostre coste, ma i dati ufficiali li smentiscono. Il governo di Parigi convoca l'ambasciatore italiano

21 Gennaio 2019 alle 11:13

Perché non è colpa del Franco CFA se i migranti arrivano in Italia

Foto LaPresse

Ospite a Che Tempo che fa, domenica Alessandro Di Battista ha accusato la Francia di essere responsabile di incentivare i migranti a mettersi in viaggio verso l'Italia. Poche ore prima, anche Luigi Di Maio aveva detto che "quello che sta succedendo nel Mediterraneo è frutto delle azioni di alcuni paesi, che poi ci fanno pure la morale. Macron prima ci fa la morale e poi continua a finanziarsi il debito pubblico con i soldi con cui sfrutta i paesi africani". Il governo di Emmanuel Macron, sostengono i due leader del M5s, sarebbe colpevole di destabilizzare i paesi africani attraverso il franco CFA, una moneta comune a tutte le ex colonie francesi (Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Benin, Burkina Faso, Costa D’Avorio, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo), spingendo gli abitanti a partire per l'Europa. 

     

La questione è passata tutt'altro che inosservata al governo di Macron, che ha risposto all'accusa convocando l'ambasciatrice italiana a Parigi, Teresa Castaldo, per parlare di quanto dichiarato dal M5s. Ma come ricorda Butac, Les Decodeurs, sito francese di fact-checking legato a Le Monde, ha analizzato la questione in maniera approfondita: l'idea di una fantomatica tassa coloniale che 14 paesi africani pagherebbero alla Francia è falsa. 

   

“Solo due dei 14 Paesi citati hanno ancora rapporti con la Francia che prevedono restrizioni economiche di qualche tipo: si tratta della Guinea e della Repubblica Centroafricana. Nessuna tassa anche in questo caso, ma comunque qualche impedimento per i due Paesi in esame. Tutti gli altri citati non devono pagare nessuna tassa: hanno scelto, liberamente, di fare parte del gruppo di paesi che utilizza il franco CFA. Una valuta speciale, legata al valore del franco francese (quindi oggi legata all’euro) che fu istituita all’inizio della Seconda guerra mondiale”.

  

Inoltre, i dati ufficiali disponibili del ministero dell'Interno, Eurostat e Frontex smentiscono che ci sia alcuna correlazione tra le partenze dai paesi che usano il CFA e gli arrivi sulle coste italiane, come ha spiegato anche David Carretta su Twitter. Nell'elenco dei paesi da cui sono arrivati i migranti in Italia, diffuso dal ministero dell'Interno e aggiornato a dicembre 2018, il primo paese che adotta il franco CFA è la Costa D'Avorio, ottavo in lista, da cui sono arrivate 1.064 persone su 23.370. Tra i paesi di provenienza dei richiedenti asilo, invece, non c'è nessuna ex colonia francese.  

    

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  • eulop

    22 Gennaio 2019 - 11:11

    Le istituzioni francesi sono direttamente proporzionate alla abilità politica in essere ed al potere che essa è capace di esercitare. Questa è la vera forza della Francia, unita da un forte senso dello Stato (pubblico e privato) e la spregiudicatezza dello stesso. Quanto precede, con gli strumenti, tutti, di volta in volta appropriati, è l'opera che le istituzioni mettono in atto per favorire l'azione dei grandi gruppi industriali e dei servizi made in France. Ciò avviene ovunque e senza tergiversazioni, vedasi l'affare STX-Fincantieri e non solo per quanto concerne l'Italia. Avvenne tempo fa con Gardini per lo zucchero e tanti altri, non ultimo "l'affaire" Nutella, vedasi Segolene Royal, ministro che ha voluto screditarla per poi ricredersi, azione legale in prospettiva. In Africa hanno fatto di tutto pur di contrastare chi volesse intaccare i loro interessi: Rwanda, Zaire, etc., non ultimo la Libia. Fanno i loro interessi, come Napoleone, come dar loro torto!!??

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  • ALESSIO.DIMICHELE

    22 Gennaio 2019 - 10:10

    Spett. "Il foglio", capisco il vostro rispondere a questi cialtroni oggi al potere in Italia con dati, ragionamenti, inferenze, etc, che dimostrano 2 cose: 1) che appunto essi sono cialtroni; 2) che sono VINCENTI: perché gente civile si sente obbligata a ragionare e documentarsi, e quindi spende tempo, capacità e fatiche, per rispondere ad una stronzata che essi hanno inventato (o qualcuno per loro) attingendo alla classicità dei diversivi. Raccomando un altro stile: "ah, la Francia è cattiva" ? "Fuori i dati, i numeri, le inferenze, se no hai detto una stronzata": e che cazzo, chi afferma qualcosa deve dimostrarla, non i suoi avversari dannarsi per dimostrare il contrario ! Che loro evochino l' inversione dell' onere della prova dimostra che sanno sfruttare l' italico analfabetismo funzionale, che noi ci cadiamo significa che siamo polli ! Siamo noi polli ? I don' t think so !

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  • carlo.trinchi

    21 Gennaio 2019 - 19:07

    Di Maio è agli stracci. Non gli resta che buttarla in vacca. Di Maio deve studiare ma lo studiare non è cosa semplice e l’improvvisazione non lo aiuta se non a sviare il popolo dai problemi reali. Creare e poi buttare un mostro in prima pagina serviva, oggi non più. Di Maio se ci riesce trovi un equilibrio perché sta portando la farsa in zone pericolose dove dal riso al pianto il passo è breve. E già ci siamo.

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  • Giovanni

    21 Gennaio 2019 - 18:06

    Ovviamente quelli dei cinquestelle si sono buttati come avvoltoi sulla questione migranti addossando ingiustamente la colpa del fenomeno migratorio al Franco africano, tuttavia mi corre l'obbligo di ammettere che il CFA ha delle caratteristiche che ne fanno una moneta assai conveniente per la Francia e assai poco conveniente per le sue ex colonie. Basti dire che i paesi africani a moneta CFA devono obbligatoriamente depositare ben il 65% delle proprie riserve estere presso il Ministero del tesoro francese. Potrei citare altri scabrosi particolari sull'essenza assai problematica del CFA e di quanto la Francia ci abbia guadagnato ma per chi lo volesse sulla rete sono presenti vari articoli di economisti assai critici sulla moneta "francoafricana" .

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    • stearm

      21 Gennaio 2019 - 22:10

      Seminare opinioni (doxa), a questo ci siamo ridotti. Il maestro è Grillo, legge due articoli, ci costruisce uno spettacolo teatrale e pontifica sul futuro dell'umanità. Non si dovrebbe pontificare sulla base di opinioni, o meglio dalle opinioni (doxa) bisognerebbe, come insegnava Socrate, arrivare alla verità o almeno provarci. Il maestro è Grillo, ma gli emuli sono milioni.

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