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I fascio punk grillini dalla Francia a Maduro

Le alleanze internazionali del M5s sono lo specchio dell’estremismo populista

5 Febbraio 2019 alle 20:42

I fascio punk grillini dalla Francia a Maduro

La delegazione del M5s incontra i gilet gialli nella periferia di Parigi (Foto prese da Twitter)

La marcia di preparazione alle elezioni europee del M5s prosegue sul fronte interno con l’implementazione del reddito di cittadinanza e su quello estero con la tessitura di alleanze internazionali. Della prima questione – dare in fretta, prima delle votazioni, i soldi agli elettori – se ne occupa Luigi Di Maio, mentre della politica estera del partito – come si è già visto nella questione Venezuela – il kingmaker è Alessandro Di Battista. Così martedì i due leader e alcuni europarlamentari del M5s sono andati in Francia per incontrare Christophe Chalençon “uno dei leader dei gilet gialli nella periferia di Parigi”: “Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi. Ripeto. Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi”, ha annunciato Di Maio.

 

Ma chi è Chalençon? L’autoproclamato leader dei “gilet gialli” è uno degli esponenti più estremisti del movimento di protesta francese, da cui hanno preso le distanze altri leader dei gilet gialli. Chalençon in alcune interviste ha parlato di “guerra civile inevitabile” e ha addirittura chiesto le dimissioni di Emmanuel Macron invocando l’intervento dei militari: “Lancio un appello a Macron o, se non vuole piegarsi, ai militari. Oggi spetta ai militari entrare in gioco per consentire l’insediamento di questo governo”, aveva detto. Ma non c’è molto da sorprendersi: per formare un gruppo parlamentare in Europa il M5s si sta alleando con chiunque (che poi è il vantagggio di essere “né di destra né di sinistra”).

 

Di Maio ha stretto un patto con: “Kukiz”, un partito polacco di destra, fondato da una rockstar che se la prende con i “banchieri ebrei” (sarà contento Lannutti), e che ha portato in Parlamento gli alleati di Forza Nuova; “Živi zid”, un partito croato di estrema sinistra che vuole il blocco degli sfratti, la nazionalizzazione delle banche e il controllo pubblico sulla moneta e l’uscita dalla Nato; “Liike Nyt”, un nuovo partito finlandese molto favorevole al libero mercato. Il M5s si presenta in Europa con questa compagnia di giro: i fascio-punk polacchi, i centri sociali croati, i liberisti finlandesi e ora anche i gilet gialli golpisti francesi. In Sudamerica strizza l’occhio a Maduro. Adesso manca solo un’alleanza con i nazisti dell’Illinois negli Stati Uniti.

Redazione

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Commenti all'articolo

  • francospirito

    08 Febbraio 2019 - 13:01

    Ma dove sono finiti i girotondini e gli arancioni e tutto quell'apparato di costituzionalisti a la carte che si agitavano per Berlusconi e per la riforma costituzionale di Renzi??

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  • giantrombetta

    08 Febbraio 2019 - 09:09

    Se mal non ricordo, e mi scuso, il vice premier e ministro di Stato (molto) onorevole Di Maio ha più volte definito “affama popoli” la Commissione Europea. Ora l’epiteto l’ha rivolto al Fondo monetario internazionale. Non insulti ma libere opinioni politiche, par di capire, ancorché espresse da chi riveste una delle più alte cariche istituzionali. Comunque, per restare agli “affama popoli”, che dire di Maduro? Qualcuno potrebbe di grazia chiederglielo, sempre con rispetto e seria valutazione delle condizioni in cui versa il popolo venezuelano, a sua eccellenza vice premier e ministro della Repubblica Di Maio?

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