Viva la rivolta dei pensionati contro la Manovra

Redazione

Le battutacce e le minimizzazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte su un problema gigantesco

Tra le altre minimizzazioni confinanti con le mistificazioni, durante la conferenza stampa di fine anno il presidente del Consiglio ne ha esibita una quasi paradossale parlando dei pensionati. “Non abbiamo attentato alle pensioni”, ha detto, “siamo intervenuti sulle fasce più alte, con il taglio di quelle d’oro. E abbiamo introdotto un meccanismo di indicizzazione che è un po’ ‘raffreddato’ ma che non tocca le pensioni fino a tre volte le minime. Forse neppure l’avaro di Molière nelle fasce più alte si accorgerebbe di qualche uro in meno”. E’ sicuro che nessuno si accorga dell’operazione gattopardesca in atto sulle pensioni, per giunta per finanziare scelte assistenziali e lasciare deperire gli investimenti produttivi?

 

Giuseppe Conte ricorda ai pensionati che ora protestano che non si erano mobilitati contro la riforma Fornero (il che peraltro è assai inesatto). In realtà la pressione dei pensionati ha portato a una dozzina di modifiche legislative della legge Fornero nel corso degli anni, ma non è questo il punto.

 

Il trattamento previdenziale è uno dei cardini del contratto sociale vigente, che a sua volta rappresenta l’architrave della già malferma sostenibilità del sistema. Chi, partendo da promesse demagogiche, finisce con il destabilizzare e impaurire una larga parte della popolazione, senza nemmeno rendersene conto e per giunta deride i pensionati da 1.500 euro paragonandoli all’Avaro, non ha né il senso della realtà né quello dell’umorismo. A conti fatti il trasferimento di reddito dai pensionati ai lavoratori in attesa di pensione (che sarà comunque fortemente decurtata) non è un atto di equità, ma una manomissione operata dall’alto per mettere in contrasto tra loro categorie tutt’altro che privilegiate. C’è da sperare che questa manovra cinica fallisca e che sia travolta da una protesta unitaria. E anche i pensionati ci aiuteranno a ricordare che combattere la povertà non significa combattere la ricchezza. Viva la rivolta dei pensionati a difesa del futuro dei propri figli e dei propri nipoti.

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