I clown della trasparenza

Perché gli appalti senza gara sono il miglior assist per avere un paese più corrotto

C’era una volta il partito della trasparenza (e dell’onestà) il cui totem si chiamava streaming: come dimenticare le dirette web, nel 2013, delle trattative tra Beppe Brillo e Pier Luigi Bersani prima, Matteo Renzi dopo, per la formazione di un governo Pd-M5s? Beh, oggi lo streaming non è possibile neppure per verificare ciò che avviene in Parlamento, luogo pubblico sempre e comunque.

 

Due giorni fa i grillini si sono opposti (bastava il no di un solo partito) allo streaming dell’illustrazione della manovra economica in commissione Bilancio della Camera: eppure si trattava dell’unica occasione per conoscere i dettagli di una legge votata in prima versione con saldi poi stravolti, e in queste ore approdata in aula con il turbo, cioè voto di fiducia a scatola chiusa. Da quel poco reso noto salta fuori, per esempio, che la pressione fiscale salirà nel 2019 di 7 miliardi e di 14 nel 2020. Il partito della trasparenza aveva poi un tempo sommamente a cuore la questione degli appalti. Beh, alla vigilia del Natale il consiglio dei ministri ha aumentato da 50 a 200 mila euro il valore delle opere pubbliche che i sindaci potranno affidare direttamente, senza gara e zero concorrenza. Solo le proteste del presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, più che un rigurgito di legalità dei M5s, ha fatto ridiscendere il tetto a 150 mila euro, che però resta anche la soglia al di sotto della quale non potranno scattare controlli antimafia. Il capo dell’anticorruzione è preoccupato ma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, confida sulla “nostra legislazione anticorruzione”, la migliore del mondo, che “impressiona” Angela Merkel e Christine Lagarde perché è “una disciplina di massima trasparenza che non c’è in altri paesi”.

 

Se scegliere in modo discrezionale a chi affidare dei contratti, senza gara né pubblicità, dove nemmeno l’Anac può vigilare, è considerato trasparenza vuol dire che il concetto è stato completamente stravolto e inghiottito in un buco nero. Per il M5s i “cittadini devono sapere” e devono vedere lo stato come una “casa di vetro”. Dal partito della trasparenza alla trasparenza dei clown il passo è breve. Anzi, è già avvenuto.

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