cerca

Quarantene in mare, no grazie

Prolungare l’agonia dei migranti non è solo illogico, è anche uno sperpero

21 Maggio 2020 alle 19:27

Quarantene in mare, no grazie

La Moby Zazà

Mercoledì in rada a Porto Empedocle un tunisino di 28 anni è morto dopo essersi gettato in mare da una delle due navi affittate dal governo per mettere in quarantena i migranti sbarcati sulle coste italiane. Dopo avere attraversato il Mediterraneo su un barchino, il ragazzo era arrivato a Lampedusa per poi essere costretto, insieme ad altre 119 persone, a tornare in mare in quarantena a bordo della Moby Zazà. Con un gesto disperato, dato che il mare era forza...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Redazione

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Daria

    22 Maggio 2020 - 00:29

    Forse qualcuno dovrebbe ricordarsi che si tratta di persone che sono entrate in Italia di prepotenza, pagando dei delinquenti e togliendo la stessa possibilita' a chi ha fatto legalmente richiesta. Non stiamo parlando di missionari benedettini, insomma.

    Report

    Rispondi

Servizi