Salvini meglio processarlo su quota 100

Redazione

Al governo serve discontinuità sulle pensioni. L’Europa ci può aiutare

Le ricadute di un sì della giunta per le immunità del Senato all’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per la vicenda Open Arms sarebbero state due: una falsificazione della storia poiché l’ex ministro dell’Interno non agì da solo (anche se di propria iniziativa e in ossequio alla propria propaganda) e un rilancio del consenso ammaccato del segretario della Lega, che non aspetta altro che presentarsi come vittima. Italia viva lo ha capito; i 5s fingono di dimenticare che è esistito un governo gialloverde; il Pd non va oltre la tentazione pavloviana di battere il salvinismo per via giudiziaria anziché archiviando definitivamente le leggi volute da Salvini e dalla sua cerchia personale, che oggi forse non coincide più con l’ala ragionante della Lega.

 

In cima alla lista c’è quota 100, che sul Foglio il vicepresidente di Confindustria Maurizio Stirpe ha definito “un’aggressione alla previdenza pubblica”, giudizio confermato dalle casse dell’Inps stressate dal ricorso monstre alla cassa integrazione. Quando l’Italia potrà accedere al Recovery fund, e magari alla quota del Mes “senza Troika”, si tratterà di mostrare ai creditori alcune cose piuttosto ovvie: che l’eventuale credito Mes andrà effettivamente alla sanità, alla ricerca e alle misure di sicurezza; che i miliardi per la ripresa verranno investiti per rilanciare il paese e non per coprire buchi elettorali di cassa; e che l’Italia intende restare stabilmente in Europa, per il proprio bene. Non aggiungere altro debito e ridurre l’attuale è nel nostro interesse non in quello di Merkel, Macron e Soros.

 

Abbandonare Quota 100 sarebbe di per sé in grado di rassicurare i mercati prima ancora che Bruxelles. Basta non presentarla come “ce lo chiede l’Europa”. Archiviare i pasdaran no euro contro la stessa opinione di dirigenti della Lega come Zaia e Giorgetti, ridurrebbe ulteriormente lo spread. Trasformare la propaganda sovranista salviniana in difesa intelligente dell’industria nazionale come stanno facendo Macron e Merkel. Solo questo avrebbe un vantaggio triplo: ragionare sui fondi europei in modo sensato; tutelare cittadini e imprese; liberarsi di un salvinismo che condiziona la politica nazionale anche con un Salvini magari ridotto ad avatar.

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