Il suicidio perfetto della sinistra

Roberto Maroni

A Milano l’anteprima della campagna di “odio istituzionale”, il ritornello di una sinistra priva di idee e orfana di leader

La scorsa settimana ho parlato con irriverente ammirazione del ministro Di Maio e del “delitto perfetto” da lui evocato sulla vicenda Ilva: “La gara è illegittima ma non si può annullare” ha detto. Pensavo che posizioni così strampalate (“indecisione creativa” l’ho definita) fossero insuperabili. Ma oggi mi devo ricredere: la sinistra italiana sa fare di più e meglio. L’altro ieri a Milano ha messo in campo la Nuova Resistenza. Cioè? La solita Boldrini con i soliti compagni hanno lasciato per un giorno le solite spiagge di Capalbio e si sono ritrovati a protestare (come al solito) in un sit-in organizzato contro il governo populista-razzista-xenofobo. Cosa c’era a Milano? C’era Salvini che incontrava il premier ungherese Orbán per discutere di sicurezza e immigrazione. Capito? Non un raduno della feccia nazi-fascista, ma un incontro istituzionale (in Prefettura) tra il capo del governo magiaro e il nostro vice-premier. Con toni e cartelli di una violenza stupida (“Salvini, sei sulla linea rossa! Tra 4 fermate c’è Piazzale Loreto!”) che a sinistra – e solo a sinistra – è sempre consentita. E’ andato in scena nella capitale morale l’anteprima della campagna di “odio istituzionale” che, temo, sarà il ritornello (da qui alle elezioni europee del prossimo anno) di una sinistra priva di idee e orfana di leader. Un percorso che avrà un risultato facilmente prevedibile: il populismo di Salvini e Orbán si rafforzerà e la sinistra ne uscirà distrutta. Un vero suicidio perfetto. Amen. Stay tuned.

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