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Bagnoli, l'Ilva che fu

C’era una volta “Ferropoli”, che doveva segnare il grande riscatto di Napoli e adesso è una terra desolata La mano dello stato, la crisi, i fantasiosi progetti di riconversione. Una storia che parla anche a Taranto

3 Settembre 2018 alle 11:36

Bagnoli, l'Ilva che fu

Gli impianti di Bagnoli in una foto dei primi anni Duemila (foto Imagoeconomica)

“Vendo Bagnoli, chi la vuol comprare / colline verdi mare blu / avanti chi offre di più” (Edoardo Bennato)   ‘Buonocore, arrivano i cinesi’. ‘Ma è un bel po’ che si dice’. ‘D’accordo, ma questa volta arrivano davvero. Pare che saranno qui in ottobre’. Sospirò l’ingegnere. Correva l’anno 1994. Chi lo scorderà più quel sospiro?”. Ermanno Rea, nel romanzo-verità “La dismissione”, racconta il tramonto di un’epoca: finisce l’èra di “Ferropoli” che doveva segnare il grande riscatto di Napoli, l’antidoto contro...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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