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Zone oscure

Lo Sconosciuto in Cina e la sua evocazione tecno-sciamanica a opera di Nick Land. Sette punti

29 Gennaio 2020 alle 20:26

Zone oscure

Foto LaPresse

Arriva il coronavirus, la Cina è isolata, stamane l’opinione pubblica si è svegliata e ha pensato: anche oggi niente di nuovo, anche oggi si è affacciato lo Sconosciuto; il futuro prende la forma dei mostri: un virus, il contagio, antiche dittature e, dall’altra parte del mondo, Donald Trump. La grande macchina algoritmica rimane indifferente: conosce a memoria la procedura: approfittare della paura per studiarci ancora meglio; i dati degli uomini sotto stress sono interessanti e di certo la macchina non si farà mancare l’occasione di elaborarli e trarne modelli, predizioni, simulazioni. I grattacieli, in Cina, s’illuminano di grandi scritte che sembrano prodotte da uno Zarathustra artificiale che dal futuro manda i suoi segnali nel presente: indossate le maschere, c’è scritto, in una sorta di sprezzante nietzschianesimo sanitario.
 

Noi di 2666 assistiamo a tutto questo e pensiamo alla Ccru e a Nick Land, il suo antico capo: un’altra zona oscura ma decisiva nel descrivere e determinare la contemporaneità. Era il 1994 quando Nick Land, all’interno della Ccru, scrisse “Meltdown”, un testo breve, una profezia auto-avverante; Land intendeva portare al collasso il sistema capitalista: se, come diceva la Thatcher, al capitalismo non c’era alternativa e se la prospettiva era il No Future dei Sex Pistol, allora a Nick Land non restava che provare a accelerare la fine di questo processo. La sua era un’evocazione tecno-sciamanica dello Sconosciuto. Quello stesso Sconosciuto di cui oggi percepiamo meglio i segni.

  

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La Neo Cina arriva dal futuro. Droghe ipersintetiche si combinano col voodoo digitale. Retro-malattia. Nanospasmo. Oltre il Giudizio di Dio. Collasso: sindrome cinese planetaria, dissoluzione della biosfera nella tecnosfera, crisi della bolla speculativa terminale, ultravirus, e rivoluzione spogliata di ogni escatologia cristiano-socialista (fino al nucleo combustibile di sicurezza distrutta). E’ in procinto di mangiare la vostra tv, infettare il vostro conto in banca e hackare xenodati dai vostri mitocondri”, Nick Land, “Meltdown”, 1994.

 

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Impossibile raccontare ora chi erano Nick Land e la Ccru e che cosa c’entrano con tutto questo. In 2666, prossimamente, ne parleremo nel dettaglio. Intanto, in sette punti, ciò che è necessario sapere per orientarsi in questa storia.

 

Primo. Ccru è l’acronimo di Cybernetic Culture Research Unit. La Ccru fu costituita in modo più o meno clandestino all’interno del dipartimento di filosofia dell’Università di Warwick. Erano i primi anni Novanta. A dirigerla prima la filosofa Sadie Plant poi Nick Land.

 

Secondo. All’interno della Ccru, Nick Land lavorava in una twilight zone fatta da: ricerca computazionale e cibernetica, il cyberpunk di William Gibson, la magia del Caos, la filosofia di Deleuze e Guattari, I Ching, Lovecraft, l’occultismo rinascimentale, la numerologia kabbalistica, le visioni di W.B. Yeats, le credenze temporali dei Dogon, eccetera.
Terzo. Racconta Valerio Mattioli: “Per dire: poteva capitare che Land si stendesse per terra facendo finta di essere un serpente, parlando una lingua incomprensibile che pareva venire direttamente da qualche invocazione a Cthulhu” (da “Meltdown” in prismomag.com).

 

Quarto. Uno dei concetti chiave elaborati da Nick Land all’interno della Ccru è quello di iperstizione: una via di mezzo tra una profezia che si auto-avvera e la logica internet dei memi. Scriveva la Ccru: “Solo perché una cosa non è ‘vera’ adesso, non vuol dire che non lo sarà in qualche punto del futuro. E una volta che diventa reale, è come se lo fosse sempre stata”.
Quinto. Nel 2013 Nick Land, dopo essere sparito dalla circolazione per parecchi anni, pubblica uno dei testi di riferimento di quello che divenne poi una delle chiavi della vittoria di Trump: il movimento neoreazionario americano. Il manifesto s’intitola “The Dark Enlightment”, L’illuminismo oscuro.

 

Sesto. In questo manifesto, Nick Land collabora con Curtis Yarvin. Yarvin è oggi un personaggio importante e inquietante della politica culturale ed economica americana. Così lo descrive Tiziano Cancelli nel suo libro “How To Accellerate”, edizioni Tlon: “Ingegnere informatico arricchitosi grazie al primo boom di internet, storico, poeta, filosofo ed economista fai da te (…); è anche attuale socio fondatore della start-up Urbit (finanziata da Peter Thiel, cofondatore di Paypal assieme a Elon Musk, nonché uno dei principali investitori di Facebook)”.

 

Settimo. Dal 2010 Nick Land vive in Cina, a Shanghai. “Neo China arrives from the future”.

Edoardo Camurri

Ha 33 anni. Scrive per Il Foglio, Vanity Fair e il supplemento culturale della domenica de Il Sole 24 Ore. E’ tra i conduttori di Prima Pagina e di Radio 3 Mondo sul terzo canale di Radio Rai. Nel 2007 ha pubblicato per Rizzoli il libro "L’Italia dei miei stivali".

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