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Piccolo manuale di vita notturna universitaria romana (vietato ai genitori)

Mercoledì “Chiringuito”, giovedì “Alcazar”, venerdì “serata tranquilla” e sabato “ci sfondiamo”. Ma studiare quando?

15 Dicembre 2019 alle 06:06

Piccolo manuale di vita notturna universitaria romana (vietato ai genitori)

Un serata al Cotton Club Roma (foto Facebook)

Roma. Lo scorso giovedì c’era troppa gente, ma alla fine un paio di metri quadri per ballare, in fondo a sinistra, si sono riusciti a trovare. Ormai l’Alcazar, a Trastevere, è un appuntamento fisso del giovedì sera per tantissimi universitari romani ma è solo una delle serate dedicate ai tanti studenti che scelgono di anticipare il weekend per uscire e divertirsi. Per molti corsi le lezioni finiscono di mercoledì o di giovedì e quindi la “piazza” delle serate romane è libera per gli universitari che possono godersi Trastevere, San Lorenzo, San Paolo prima che, nel weekend, queste ed altre zone della movida comincino ad affollarsi di liceali e lavoratori.

 

E il target è ben chiaro ai locali di questi quartieri, che scelgono di puntare su questa particolare fetta di mercato non senza ottimi risultati. Ogni giovedì, se passate per quartiere Trieste, dove studiano e vivono centinaia di studenti della Luiss, potreste notare da qualche parte una folla di ventenni che chiacchierano e scherzano con un cocktail in mano. Il locale che vedrete affollato è il fortunato “prescelto” di quella settimana per ospitare il “Giovediamoci”, la kermesse autorganizzata del giovedì sera, ritrovo fisso degli studenti della Luiss ma, come ci spiega Flavia, studentessa al terzo anno, anche meta di molti ragazzi romani di altre università o del quartiere, attratti dall’occasione ghiotta di incontrare studentesse fuorisede simpatiche e magari anche carine.

 

Ma anche il mercoledì universitario non è da meno e di esempi ce ne sono tanti, a partire dal celeberrimo “Chiringuito del mercoledì sera” di San Paolo, sicuramente uno degli eventi di questo genere più longevo, diventato un appuntamento imperdibile per la maggior parte degli studenti dell’università di Roma 3. La ragione è molto semplice: lo Spritz a 3 euro, una ricetta semplicissima che da anni riempie Parco Ricciardi il mercoledì pomeriggio di ragazzi che hanno appena finito di studiare o seguire le lezioni. Ma il mercoledì sera vuol dire anche, per alcuni, la Jam session di musica Jazz al bar Celestino di San Lorenzo, segno di una tendenza che sta portando gli universitari a riscoprire il piacere della musica e degli strumenti suonati dal vivo.

 

Ne è un esempio il già citato Alcazar di Trastevere, che tutti i giovedì ospita l’evento fisso “Come mamma m’ha fatto”, un mix di musica funk, jazz e house suonata dal vivo che unisce sassofoni e consolle del DJ in una serata che sta diventando quasi tradizione e che è sempre più partecipata. Due ragazzi fuori dal locale ci mostrano orgogliosi l’Uniposca con cui hanno riprodotto perfettamente il timbro per entrare sulla loro mano. Uno di loro, Giovanni, vive a Londra e ci assicura che in tutte le città europee mercoledì e giovedì sono serate che i locali dedicano agli universitari e che, finalmente anche a Roma, si sta creando qualcosa di simile. L’altro ragazzo ci spiega che lo schema è questo: il mercoledì ed il giovedì si esce tra universitari, il venerdì serata tranquilla, il sabato “ci si sfonda”.

 

Ed è il sabato infatti la sera dei grandi eventi in discoteca, con migliaia di partecipanti di tutte le età, teatro di grandi sbornie e di una movida in cui si può a volte perdere il controllo. Mentre il weekend anticipato degli universitari offre serate più tranquille, ricercate e, in un certo senso, più radical-chic e meno di massa di quelle del tradizionale sabato. E sono molte le attività che cercano di intercettare questa voglia di uscire degli studenti offrendo serate ad-hoc e che molto spesso diventano appuntamenti fissi. Come gli eventi del giovedì sera del locale Shari Vari, dietro Largo Argentina, o del Nur Bar poco distante, dove non è difficile incontrare molti studenti e molte studentesse della John Cabot University.

 

Tutte queste serate hanno molto spesso un’università precisa di riferimento, per questioni di vicinanza o di organizzazione, ma finiscono poi inevitabilmente per essere frequentate da studenti di tutta Roma, per cambiare ambiente, conoscere nuove persone e nuove zone, premiando un divertimento particolare e più culturale, che si basa più sulle chiacchiere e i brindisi cordiali che sullo “sfondarsi”.

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