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Preghiera

La peggiore canzone dell'estate 2020

Una rassegna di dischi candidati a diventare tormentoni musicali di stagione. Jovanotti e Tiziano Ferro, Alessandra Amoroso e Boomdabash. Il meglio del peggio è ...

22 Luglio 2020 alle 06:00

Le Vibrazioni

Le Vibrazioni (La Presse)

Tutto è grazia, anche le code in autostrada. Mi hanno permesso di ascoltare tantissima radio e di riconoscere la canzone più brutta dell’estate. “Balla per me” di Tiziano Ferro e Jovanotti? No, il disgusto che mi suscita è innanzitutto extra-musicale. “Non è vero” dei The Kolors? No, rifare il Pino Daniele anglo-napoletano era impossibile, se non altro ci hanno provato. “Centro di gravità permanente” di Biagio Antonacci? No, il testo (ovviamente non suo) è tanto forte che anche lo scarsissimo arrangiamento per venti-trenta secondi si sopporta.

 

 

 

“Soul Mama” di Zucchero? Sembra altre dodici o centoventi canzoni di Zucchero, però “lei m’ama / anche se qui tutto frana” coglie l’attimo. “La canzone dell’estate” di Luca Carboni? No, pur sembrando anch’essa una autocover, oppressa inoltre da tastieracce putrefatte, per venti-trenta secondi sa avvelenare di nostalgia. “50 Special” di J-Ax? No, anche se greve e sgraziata, la risparmio in memoria della leggerezza e della grazia dei Lunapop che furono. “Guaranà” di Elodie? No, la canzone è un obbrobrio ma la cantante è una delizia, almeno. Inoltriamoci dunque in the horror, nel profondo dell’apocalisse musicale…

“Karaoke” di Alessandra Amoroso e Boomdabash è lo spavento completo, testuale e musicale, e un insulto al sud: la Puglia come ritardo (il karaoke faceva già schifo negli anni Ottanta), il Salento come Caraibi d’imitazione. Eppure assegno il titolo di peggiore canzone dell’estate 2020 a “Per fare l’amore”, Le Vibrazioni, perché per dire la penetrazione “fare l’amore” è perfino peggio di “scopare”, da tanto è fasullo, flaccido, anti erotico.

 

 

“Per fare l’amore” fa venire voglia di castità e questo per una canzone dell’estate è il fallimento supremo.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    22 Luglio 2020 - 22:08

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  • GiovaG

    22 Luglio 2020 - 11:04

    C’è masochismo in queste code in autostrada che costringono ad ascoltare tanta musica noiosa e desolante, imposta dalle radio, quando, in treno, si potrebbe leggere, guardare fuori del finestrino e riflettere, dormicchiare, ascoltare gli altri (che non ti stanno addosso, sono distanziati). Senza contare la posizione scomoda, innaturale, il rumore, l’aria condizionata, la sensazione di essere chiusi in una stupida scatola pericolosa, da cui non si potrà uscire per ore, per prendere un po’ d’aria, per fare due passi. Rischiare di trovarsi sulla stessa corsia del pazzo che ha deciso di sperimentare i versi di Mogol-Battisti o il suo sogno di essere Niki Lauda. Un incubo.

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