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Leonardo Caffo e l'animalismo che si fa potere

Il filosofo catanese voleva conferire uno statuto umano al suo cane Pepe e ci è riuscito dedicandogli un intero libro. C’è molto di grottesco ma non si rida, si pianga

14 Febbraio 2020 alle 06:00

La fantafilosofia di Leonardo Caffo vuole togliere all'uomo ciò che lo rende tale

Caffo come Caligola. O forse, in materia di capovolgimento uomo-animale, peggio di Caligola: l’imperatore romano voleva conferire uno statuto umano al suo cavallo Incitatus, nominandolo senatore o console, però non ci riuscì, venne assassinato prima, mentre il filosofo catanese voleva conferire uno statuto umano al suo cane Pepe e ci è riuscito con “Il cane e il filosofo. Lezioni di vita dal mondo animale”. Il libro è dedicato a Pepe Caffo, come fosse un fratello anagrafico. Di più: un fratello filosofo. E non un allievo bensì un maestro: non è stato Caffo ad addestrare Pepe, è stato Pepe ad addestrare Caffo, bramoso di “diventare-cane”. Adesso che è diventato, se non proprio cane, cagnista, l’autore ricompensa il Professor Botolo facendolo parlare, anzi filosofare, per capitoli e capitoli, condendo il tutto con citazioni di Deleuze e Derrida siccome gli anni Settanta nelle facoltà di filosofia non sono ancora finiti. C’è molto di grottesco ma non si rida, si pianga: l’appena trentunenne Caffo è un collezionista di cattedre e pulpiti, insegna al Politecnico di Torino e alla Naba di Milano, lavora per Radio Rai, scrive sul Corriere, Domus, Flash Art, ha già pubblicato una ventina di libri per importanti case editrici e insomma rappresenta l’antispecismo che si fa accademia, l’animalismo che si fa potere. Nel tempo in cui l’uomo fatto da Dio acconsente di venire disfatto dai filosofi.

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Commenti all'articolo

  • vittoriocolellaalbino

    17 Febbraio 2020 - 10:17

    Il problema non è questo signore laureato in filosofia (per me i Filosofi sono ben altro) ma coloro che pubblicano i suoi libri contando sul completo annebbiamento di coloro che li compreranno. Una società completamente persa, che inneggia agli animali e disprezza la grandezza dell'Uomo espressa ad esempio durante il Rinascimento (vedi ciò che accade a Yale); una società dove si consiglia di fare meno figli per essere socialmente responsabili (vedi ciò che accade a Cremona) e dove le industrie più fiorenti sono quelle che producono alimenti per animali. Aridatece Scruton ed il suo "Gli animali hanno diritti?" e leggetevi "Tauroetica" di F. Savater. Prima o poi il mondo rinsavirà; spero solo -per i miei 5 figli (sì, lo confesso, sono un inquinatore, nemico dell'umanità) che non sia troppo tardi. cordialità

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  • JJ Katz

    JJ Katz

    14 Febbraio 2020 - 10:06

    Tieni forte, Longone, che questi deficienti bisogna pure tenerli a bada.

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  • sns.roberto

    14 Febbraio 2020 - 09:45

    Sarebbe interessante far notare come l'uomo fatto da Dio non è in disfacimento per nulla, si è già disfatto parecchio tempo fa. A parte che questo libro è una palese copia di un libro di grande valore: Il Lupo e il filosofo di Mark Rowlands. Detto ciò rimane incomprensibile perché non si possano apprendere lezioni di vita osservando animale.

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