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Un'altra sinistra è possibile

La truffaldina promessa di protezione di Salvini e il dannoso assistenzialismo del M5s obbligano il mondo progressista a costruire con rapidità un’alternativa da sogno non schiacciata sul modello da incubo del populismo. I tabù da superare e gli errori da evitare. Manifesto per una nuova stagione

20 Gennaio 2020 alle 10:09

Un'altra sinistra è possibile

Foto LaPresse

La sconfitta elettorale del marzo 2018 ha rappresentato per il Partito democratico un colpo durissimo. Il crollo dal 41 per cento delle europee al 19 per cento delle politiche di quell’anno, in parte “annunciato” dall’esito del referendum sulla riforma costituzionale del dicembre 2016, ha imposto le dimissioni di Matteo Renzi e l’avvio di una stagione di inevitabile riflessione sugli errori compiuti e sulla nuova direzione di marcia. Il fatto che quel passaggio abbia segnato l’affermazione di ben due partiti di...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    20 Gennaio 2020 - 18:02

    L'analisi è corretta. Le cause? Aver fatto debito pubblico, non per investire e crescere, ma utilizzato per finanziare gli ammortizzatori sociali. Improntati sulla logica dell'assistenzialismo di stato, ideologicamente avverso alle imprese private. Baby pensioni, scivoli, contributi figurativi, sistema retributivo, assunzioni nel pubblico, centrale e partecipato, posto fisso e a vita, sindacalismo politico e serbatoio di consensi, ecc. Fondamenta di una fasulla pace sociale costruita sul consociativismo di due culture antiliberali: quella comunista e quella cattolica. Cioè, abbiamo fatto tutto in casa, tutto da noi. Tangentopoli, Mani pulite e derivati, la funzione giudiziaria dello Stato, che s’è fatta parte politica, i media moralisti, ecc. Ovviamente è imperativo metterci mano. Bene! Tempi lunghi, però. Erompe il come gestire il “frattempo” Viribus unitis? Giammai.

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  • J.Wrangler

    J.Wrangler

    20 Gennaio 2020 - 16:18

    Chiedersi "Un altra sinistra è possibile" è dissonante dopo la visione di ieri dell'"Italia di oggi"dove,nella foto ricordo a Berlino,un presidente del consiglio ridotto a trovarsi un posto nella scenografia di rito,dopo aver con il gesto da mimo"richiesto"uno spazio e una "risposta"di spalle serrate tra gli astanti della prima fila:cercava il Nostro di lenire i rifiuti per un doloroso ostello?,così non-nocchiero raggiunse la sentina concessagli. Allora chiedersi"Un altra Italia è possibile",in un contesto globale nel quale si vive,diventa la domanda giusta e quindi "quale Italia","quali settori socioeconomici e di essi valutarne gli obiettivi da raggiungere","quale difesa e con quali alleati europei e extraeuropei rendere l'Italia un attore credibile".Non saranno concetti quali sinistra,centro, centrosinistra centrodestra,destra, a essere "motori" di rinnovamento:siamo in una democrazia liberale e in questo ambito agire(come sopra)con le possibili differenze di approccio che esistono

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  • carlo.fusaro

    20 Gennaio 2020 - 15:53

    Non una parola su sistema politico e soprattutto istituzioni. La strategia è giusta, le politiche suggerite pure. Ma con quali strumenti?

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  • Andrew

    Andrew

    20 Gennaio 2020 - 15:50

    PD+5*- Per metafora verrebbe da dire che nemmeno Cola di Rienzo arrivò a tanta incoerenza rispetto alle promesse fatte, eppure nel 2021 ci ritroveremo sia senza una vera riforma fiscale e sia con l’Iva riparametrata e incrementata. Ecco perché dico carte false. Perché scrivo che giurano una cosa e dopo impauriti cercano tutto per evitarla oppure di farne una diversa. Attaccano i Benetton su Autostrade e poi li pregano di intervenire in Alitalia, costringono Mittal a fuggire e poi si raccomandano che resti.Parlano di grande successo sul Mes e poi lo trasferiscono in avanti con mille scuse ininfluenti. Straparlano sulla crisi libica ma commettono una gaffe dietro l’altra. Criticano Trump ma poi cercano protezione. Oltretutto, sui pescetti scesi in piazza evocano le manifestazioni del Settanta giocando col fuoco e con la storia terribile di quegli anni .Insomma, non sanno quel che dicono e che fanno: l’unica certezza è che per l'Italia rappresentano purtroppo e solamente un grande danno.

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