Salvini dà una manina in faccia a Di Maio

Redazione

Sulla Manovra "non c'è da tirare in ballo manine che non ci sono", dice il leader della Lega. Al Consiglio dei ministri "Conte leggeva e Di Maio verbalizzava"

La tesi complottista della "manina" che ha modificato la Manovra fiscale, tirata fuori da Luigi Di Maio, ha dato a Matteo Salvini un altro assist – una mano, potremmo dire – per ribaltare le debolezze del Movimento 5 stelle e mostrarsi come parte razionale, capace di contenere possibili crisi di governo. In una diretta su Facebook, il vicepremier leghista ha rassicurato sulla tenuta della maggioranza, su cui nelle ultime ore si sono concentrate forti pressioni, ma ha respinto le accuse avanzate indirettamente da Di Maio, quando mercoledì a Porta a Porta ha denunciato l'arrivo al Quirinale di un testo modificato nei punti relativi allo scudo fiscale e al condono. "I nemici sono altri", ha detto Salvini, ma "non possiamo stare sui giornali europei per due giorni, dando l'immagine di un governo litigioso e con lo spread che sale". 

     

Così Salvini dice la sua di verità, da lasciare agli atti, su come sono andate le cose durante il Consiglio dei ministri del 15 ottobre. "C'erano due persone protagoniste di quel Consiglio dei ministri dal quale è nato quel decreto fiscale che ora fa inorridire qualche amico M5s. Uno leggeva e uno scriveva, uno leggeva e uno verbalizzava il testo incriminato. Chi leggeva il testo relativo al cosiddetto condono, che non c'è, era il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha tutta la mia stima. Lui leggeva, e di lui mi fido. E chi verbalizzava? Luigi Di Maio, altra persona coerente e corretta, con cui conto di lavorare bene altri cinque anni". La domanda, continua il vicepremier, è dunque una sola: "Chi leggeva non leggeva abbastanza bene o chi scriveva non ascoltava abbastanza bene?". 

     

Nel video non mancano diverse frecciatine ai colleghi della maggioranza. "Porto pazienza, credo in questo governo, credo in questa alleanza, però per scemo non passo", ha detto Salvini, impegnato in questi giorni nella campagna elettorale per le elezioni in Trentino Alto Adige. "Il governo non salta. Non ho nessuna intenzione di fare questo regalo al Pd e agli speculatori. Questo governo ha il diritto e il dovere di andare avanti, però è da due giorni che gli amici M5s dicono tante cose e io non sono nato per condonare niente a nessuno". Tra i sassolini che il ministro dell'Interno ha tirato fuori c'è anche quello relativo al dl Sicurezza, su cui il M5s ha presentato 81 emendamenti: "Non si fa così tra alleati di governo", manda a dire Salvini agli altri azionisti della maggioranza. 

   

Domani alle 13 si terrà a Roma un nuovo Consiglio dei ministri per chiudere definitivamente il testo della Manovra fiscale. Dopo un primo rifiuto, anche Salvini ha confermato la sua presenza. 

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