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Note sull’uso della parola “manina” nel glossario politico italiano

Un certo gergo della politica è usato soprattutto da chi ha di essa una visione riduttiva e degradata al gioco di Palazzo nella sua versione più elementare

18 Ottobre 2018 alle 20:14

Note sull’uso della parola “manina” nel glossario politico italiano

Mano della Famiglia Addams

Sull’ingresso della parola “manina” nel glossario politico italiano ha già scritto da par suo Filippo Ceccarelli, rinfrescando la memoria dell’intercapedine nel covo di via Montenevoso e il suo tardivo sventramento. Un classico delle vicende oscure che tali appaiono destinate a restare. Qui si vuole fare solo una notazione di margine sull’uso del termine. L’evocazione di una manina non può essere definita propriamente una citazione, se non nel campo dell’opera lirica. In politica è un vezzo gergale di dubbio gusto, un luogo comune da retroscena di scarsa qualità. Dunque ha successo. È usato dall’insicuro che vuole apparire più navigato di quanto sia effettivamente oppure da chi ha una ridotta attrezzatura di espressioni riprese da vicende politiche delle quali più che padronanza ha una infarinatura. Tutto ciò già spiega ragionevolmente il motivo per cui Luigi Di Maio si sia fissato da un po’ di tempo sulle manine, ma qui non si vuole riproporre il discorso snob e stantio sulla relativa solidità culturale dello statista di Pomigliano. Piuttosto vale forse la pena di mettere in risalto come un certo gergo della politica sia usato soprattutto da chi ha di essa una visione riduttiva e degradata al gioco di Palazzo nella sua versione più elementare. Una visione perfettamente interna a un ceto politico privo di fantasia ma non di vizi. Quelli che, in ultima analisi, deplorano il fatto che la manina non sia stata la loro.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    18 Ottobre 2018 - 21:09

    Il grillino pensa alla manina soprattutto come passatempo. Col reddito di nullafacenza gliene serviranno due.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    18 Ottobre 2018 - 21:09

    Vero. Insomma, l'immancabile "manina" che approfitta a ritoccare qualcosina sperando di non farlo notare dove ci sia burocrazia troppo esigente, è un po' come la "mano morta" quando parte, spontaneamente e massimamente discreta, approfittando di toccare qualcosina dove ci sia un'attrattiva troppo,,, attraente. Se funziona, è a una sola condizione: che nessuno ma proprio nessuno dia segno di accorgersene. Infatti ce ne sono e dappertutto, di manine che funzionano eccome, però se deplori rischi solo di sentirti dire embè: fallo anche tu, no?

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