Sesso, bugie e virus

Stefania Carini

Era già difficile prima. Ma ora, vincerà la voglia o l’ansia? Su Tinder sono cambiate le foto

Dice che per conoscersi tra non sposati/fidanzati/conviventi o affetti stabili e stabiliti bisognerà aspettare il prossimo Dcpm. O forse il vaccino. O forse i test rapidi salivari: porti il referto del giorno all’appuntamento. Chissà che combina la mia amica a Londra. Una volta, volendo instaurare una relazione stabile, lei e l’altro si fecero tutti i test di tutte le possibili malattie sessualmente trasmissibili. Tale nordica messa in sicurezza del processo di accoppiamento mi lasciò stupefatta. Da un lato la trovavo controproducente. Dall’altro la invidiavo, data la difficoltà in Italia di far capire talvolta perfino la necessità di usare un profilattico.

 

Il single oggi è più vilipeso del solito, anche se mai quanto l’asintomatico. Un amico durante il lockdown faticava a tenere in ballo almeno sette relazioni via Tinder, senza poterne sfogarne nessuna sul breve termine. Un vero lavoro. Altri tentavano la sorte (tra virus e controlli) a prescindere. Adesso che il lockdown è finito, vincerà per tutti la voglia o l’ansia? Gli sceriffi vogliono contingentare “quella parola abusata per indicare persone intente a socializzare all’aperto magari bevendo qualcosa”. Ben altro chissà accade al chiuso, con molta molta molta prossimità, per un tempo che si spera piuttosto ragionevole per la felicità di entrambi. Non diciamolo a voce alta, finisce che si inventano qualche nuovo tipo di assistente civico.

 

Su Tinder la foto profilo con mascherina ha sostituito quella con gattino: dalla tenerezza alla responsabilità. Già era faticoso prima capire quanto potesse mentire una foto! Pure dal vero la bardatura non aiuta. Conta lo sguardo, dice. Ma mentre cammini evitando tutti causa ansia da contatto che ci hanno trasmesso, l’occhiata è fin troppo fugace. Oddio, uno sguardo intenso l’ho scambiato l’altro giorno: piuttosto belloccio, fumava senza mascherina in disparte, vicino a un negozio per bambini. In coda forse c’era la moglie. O forse era uno zio affettuoso. Certo.

 

Dice che già era difficile prima, quando ancora esistevano eventi, serate e andare in un bar non era considerato un gesto assassino. Adesso conoscersi tra sconosciuti è pericoloso per te e per la società, illegale perfino. Il che fa aumentare a qualcuno la voglia. Se anche l’approccio via chat, in coda al super, in coda a farsi il sierologico funziona, che si fa? Aperitivo entro le 19 che sennò Sala s’incazza. Non sui Navigli che poi finiamo nelle foto dei giornalisti. Mascherina calata solo quando beviamo. Non possiamo sfiorarci o abbracciarci figuriamoci baciarci: fioccano multe. E’ successo pure a due fidanzati. Sì, pure l’amore stabile è illegale se è all’aperto.

 

Contro ogni evidenza scientifica, ciò che è alla luce del sole (e rende felici) trasmette il virus. Quello che accade nei luoghi chiusi, più contagiosi e tristi (vedi alla voce lavoro), non è visibile all’occhio del GFSB, Grande Fratello Sanitario Bigotto, quindi non veicola la pandemia. La questione però è sempre una sola: se dopo aver limonato con uno (all’aperto o al chiuso) ho la febbre, vi deve importare solo di poter fare in tempi rapidi il tampone a me, a lui, a tutte le altre sceme che ci sono cascate, a tutti gli altri scemi che mi parevano decenti. Le tre T (testare, tracciare, trattare) sono per sempre.

 

L’altra app, non Immuni, quella che fa concorrenza a Tinder, ha mandato un’offerta speciale: “Diffondi l’amore, non il virus”. Adesso ha anche la funzione video. Non sono più app per incontri dal vero, posto che spesso quel dal vero diventava pure prima una chimera dopo scambi virtuali infiniti più o meno maliziosi. La cosa peggiore è avere avuto un incontro pre-lockdown e averlo trasformato durante la quarantena in una relazione verbale e verbosa. E in definitiva immaginata e immaginaria. Succede in tempi normali, a maggior ragione in pandemia. Rivedersi adesso ha senso? Non mi ricordo manco che faccia hai.

 

Innamorarsi entro la seconda ondata

 

Dice meglio trovarsi qualcuno entro la prossima ondata, per non passare il possibile secondo lockdown da soli: quelli accoppiati, anche se non si sopportano, almeno hanno qualcuno. E grazie, ma quell’almeno era la base di molti rapporti di coppia anche prima del Covid.

 

Dice che non trovare nessuno entro la seconda ondata sarà peggio di quando non lo trovi entro i trenta, e tutti ti guardano afflitti. E no, quella Fase 1 della vita l’avevo superata da un pezzo, non me la potete infliggere di nuovo. Nessuno menziona mai davvero l’innamoramento in queste discussioni. Un processo complesso, richiede energie, difficile prima del Covid, figuriamoci ora, non solo per mancanza di occasioni. Dice che nessuno lo fa perché se due si innamorano adesso, nonostante tutto e tutti, sai che gli frega del virus.

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