"Il posto era nostro"

Le chat imbarazzanti della giudice chiamata da Nordio al ministero

Ermes Antonucci

Rosa Sinisi, nominata dal Guardasigilli come vice capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, brigava con Palamara sulle nomine del Csm, interessandosi alle procedure, indicando nomi e giudicando i colleghi

Questa mattina il plenum del Consiglio superiore della magistratura sarà chiamato a confermare o meno la giudice Rosa Patrizia Sinisi come presidente della Corte d’appello di Potenza, incarico che riveste dal 2016. Non si tratta di una conferma banale, per due ragioni. La prima: dal fascicolo di Sinisi emerge un profondo coinvolgimento di quest’ultima nelle ormai famose chat di Luca Palamara, protagonista dello scandalo sulle cosiddette nomine pilotate al Csm, che a distanza di anni continua a tormentare la magistratura italiana. Palamara è stato leader della corrente Unicost a cui appartiene la stessa Sinisi. Dai messaggi emerge un interessamento continuo da parte della giudice sulle tempistiche delle nomine dei capi degli uffici giudiziari, la sponsorizzazione di esponenti appartenenti a Unicost, l’espressione di giudizi positivi o sgraditi nei confronti di colleghi, insomma interferenze nell’attività di una toga (Palamara) che all’epoca dei fatti (2017-2018) era consigliere del Csm e componente proprio della Quinta Commissione, competente sul conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi. 

 

C’è una seconda ragione per la quale la vicenda è rilevante: lo scorso maggio Sinisi è stata nominata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio come vicecapo del Dog, il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria. Incarico di un certo prestigio. A prescindere dal fatto che Nordio si era impegnato a ridurre il numero dei magistrati fuori ruolo (promessa non mantenuta), ciò che conta è che una bocciatura da parte del Csm del profilo professionale di Sinisi equivarrebbe a una figuraccia da parte del Guardasigilli, che ha voluto portare la giudice a Via Arenula. Motivo per cui, c’è da scommetterci, alla fine il Csm farà finta di niente, confermando Sinisi al proprio ruolo.

 

Eppure, bisogna dirlo, le chat sembrano lasciare poco spazio a dubbi. Di fronte al Csm, Sinisi si è difesa dalle accuse dicendo che i messaggi scambiati con Palamara “avevano ad oggetto mere richieste di informazioni concernenti la tempistica della trattazione delle pratiche”, ma basta leggere le chat per capire che il tenore dei messaggi era ben altro. In alcune chat, per esempio, Sinisi e Palamara discutono di procedimenti per conferimento di uffici semidirettivi a Taranto, Lecce e Brindisi. Sinisi indica i nominativi di colleghi a lei noti, candidati per quegli incarichi. Poi comunica la soddisfazione del “gruppo” per una delle nomine (Palamara: “Bene lei è contenta?”; Sinisi: “Moltissimo, sia lei che tutto il gruppo, soprattutto dopo lo sbianco della scorsa volta”). 

 

In altre chat Sinisi continua a suggerire nominativi per altre procedure pendenti davanti alla Quinta Commissione per uffici semidirettivi presso diverse sedi pugliesi, non risparmiando commenti negativi su un collega (“E’ stato graziato per una storia di un armadio pieno di proc fallimentari dimenticati”). In un’altra conversazione la giudice raccomanda a Palamara di dissociarsi dalla proposta della Quinta Commissione per una nomina, non ritenendola condivisibile (“L’importante e dissociarsi (…). Se puoi almeno astieniti x evitare brutte figure”), mentre su un’altra pratica gli raccomanda di prestare particolare attenzione perché “il posto era nostro”.

 

Insomma, come evidenziato dalla proposta di minoranza del consigliere Cosentino, contraria alla conferma delle funzioni direttive a Sinisi, dalle chat emergono “interferenze indebite nelle determinazioni consiliari, risolvendosi nella rappresentazione delle preferenze proprie e del gruppo di riferimento – territoriale o correntizio – attraverso canali di comunicazione non istituzionali (conversazioni private con un consigliere)”. Di fronte a tutto ciò è lecito chiedersi se la giudice abbia le giuste attitudini per esercitare le funzioni direttive, ma anche per svolgere il ruolo di vicecapo del Dog. Il Csm deciderà sul primo profilo, ma Nordio non ha nulla da dire?

Di più su questi argomenti: