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Un mondo che crolla

“I bianchi americani sono decrepiti come i russi alla fine dell’Urss”. La tesi di First Things sulle stragi

9 Agosto 2019 alle 06:15

Un mondo che crolla

I nomi delle vittime della sparatoria nel memoriale di El Paso (foto LaPresse)

Roma. “Venti morti a El Paso. Altre nove vittime in Ohio. Queste stragi fanno parte di un fenomeno più ampio da comprendere: sono i sintomi di un corpo malato”. L’analisi di R. R. Reno, storico direttore della rivista cattolica First Things, non si concentra sul gun control, sull’ideologia razzista degli attentatori, su Trump, ma sul “collasso culturale”, come lo chiama Reno, uno dei principali intellettuali cattolici americani. Il suprematismo bianco come manifestazione del suicidio bianco?    “I bianchi della classe...

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Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    09 Agosto 2019 - 11:11

    Ma come i film western e polizieschi ci hanno abituato a stragi a iosa in America dalla sua nascita ed ora qualche bello spirito s'accorge?

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  • branzanti

    09 Agosto 2019 - 11:11

    L'assenza di qualsiasi politica di attenzione per i problemi dei cittadini e di sostegno in caso di necessità (la responsabilità è certamente bipartisan), lo spostamento sugli utili aziendali della ricchezza delle imprese, con una stagnazione delle retribuzioni che rendono oggi gli Usa un paese più favorevole per andare a produrre (il Bangladesh di un tempo), hanno creato un deserto umano, civile e sociale che l'articolo esprime efficacemente. Servirebbero serie politiche condivise e l'impegno del sistema economico di rinunciare ad una parte del suo folle egoismo per avviare un percorso di ripresa. Finché sentiremo notizie farlocche sulla piena occupazione e l'economia che tira non sarà possibile. E mi dispiace perché, al di là di fasce deprecabili, in Usa vivono moltissime persone. (azzarderei almeno 200 mln) che non meritano questo.

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