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Meglio 5 stelle che un milione di gilet gialli

Macron ha detto né destra né sinistra e si trova contro scarti di due frattaglie. Noi siamo stati più fortunati: la rogna ha attecchito senza resistenza, con idiozie ma senza gilet

4 Dicembre 2018 alle 06:00

Meglio 5 stelle che un milione di gilet gialli

I gillet gialli hanno protestato contro l'aumento del prezzo del petrolio proposto dal presidente francese Emmanuel Macron (Foto LaPresse)

In un certo senso, mirabile a dirsi, siamo stati fortunati. Da noi la rogna ha attecchito senza resistenza. E fu subito governo, la manovra in brodo di giuggiole, compromesso, trattativa, toni alti, porti chiusi, stalle fiscali, piscine di campagna terrafuochesche, condoni, babypensionamenti, idiozie a schiovere, cose orrende ma in confronto tutto sommato melassose e gassose come ci si addice.   Non c’è stato bisogno di inventare il gilet jaune, cioè di aprire il portabagagli del Suv e trovarci dentro il...

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    04 Dicembre 2018 - 23:11

    "rogna", "idiozie", ed altre parole forti, sprezzanti. Che tradiscono la presunta realtà ovvero che si tratti solo dall'aumento di qualche spicciolo sulle accise del carburante - quisquiglie cui noi miserables italiens nemmeno ci badiamo nemmeno più. Mi pare che la piva rimanga troppo accesa e spontanea, e che duri un po' troppo. E' sicuro, l'elefantino, che l'aumento non sia solo un pretesto, di persone che tuttavia, se è per quello, almeno sono lavoratori, cittadini che producono e pagano le tasse. Come fa a definirli "teppisti di destra e di sinistra, scarti di ambedue le frattaglie", lo sa solo lui. O forse ci spera. Intanto però, che Macron dimostri di non saper come reagire, dice che o lui vale una cicca, o la cosa è davvero preoccupante. O le spiega: tutt'e due.

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  • ancian99

    04 Dicembre 2018 - 16:04

    , Egregio dott. Ferrara, nel leggere il suo bellissimo articolo, non ho potuto fare altro che non amare il popolino dei "gilets jaunes" e rifiutare di comprendere la gravità della situazione del popolo francese delle zone peri-urbane e rurali che non ha altro mezzo per recarsi al lavoro che la propria automobile. Ciò non giustifica in alcun modo la violenta sommossa che ha messo a ferro e a fuoco Parigi né,tanto meno, il sostegno degli intellettuali e dei politici di estrema sinistra e di estrema destra che hanno colto l'occasione per plaudire alle azioni vergognose di teppisti, esaltandole come una nuova forma di "jacquerie", questa volta, "numérique".

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    04 Dicembre 2018 - 13:01

    Come no? Benedetto sia il comico che tutti giubbotti se li porta via. C’era anche, ma forse non ci pensò, quando le BR si organizzarono e, morti a gogò. Bella lotta sarebbe stata “Vaffa vs Ideologia”. Ma usciamo dal comico della situazione. Il nodo, piaccia o no, è che il Maggio Francese, altro che gilets jaunes, dovette fare i conti con un Presidente della Repubblica, un certo Charles De Gaulle. I giubbotti invece, hanno fatto fare i conti al Presidente Emmanuel Macron. Altri tempi, si dirà, certamente. Aujourd’hui, l’Etat National il n’y a plus” Oremus.

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    • Skybolt

      04 Dicembre 2018 - 14:02

      Beh, De Gaulle perse il referendum e se ne andò, anche sulla spinta del maggio, o no? E nessuno pianse.

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    04 Dicembre 2018 - 12:12

    Faccio il pendolare da una vita e non ho mai posseduto un SUV, perché non mi piace, costa troppo e consuma troppo. Avremmo dovuto anche noi in Italia, nel corso degli anni, ribellarci a quello che è sempre stato il bancomat di tutti i governi, escluso per ora quello attuale: l'aumento delle accise sul carburante. La cosiddetta (da Mario Sechi) gauche kérosène, cioè chi vive a Parigi (o in una grande città) e non deve usare il diesel per andare a lavorare ma prende i voli low cost o l'alta velocità per spostarsi, queste cose non solo non le capisce, non le vede neanche e si stupisce che accadano. Fossi in frou frou Macron starei molto attento a non rischiare di trasformare chi legittimamente protesta un una sorta di "deplorables" stile Hillary Clinton. Avrà pur visto poi cosa succede.

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