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Uno strano sessantottino

Václav Benda, dimenticato eroe di Praga. Cattolico, ammirava la Thatcher e non voleva tregue con i comunisti

Giulio Meotti

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meotti@ilfoglio.it

27 Agosto 2018 alle 10:40

Uno strano sessantottino

Invasione sovietica della Cecoslovacchia, manifestanti cechi davanti a un carro armato in fiamme a Praga. Foto da "CIA Analysis of the Warsaw Pact Forces: The Importance of Clandestine Reporting"

Schierarono ventimila soldati e duemila mezzi del Patto di Varsavia, un esercito proveniente da Bulgaria, Ungheria, Polonia e Unione sovietica. Fu così che Mosca riuscì a distruggere il vero e unico Sessantotto della libertà, quella “Primavera di Praga” di cui si sono celebrati i cinquant’anni. Una storia nota: Alexander Dubcek che viene torchiato, l’economia comunista più competitiva che viene arrestata, i carri armati che in piazza San Venceslao sono accolti dalla gente che impreca, gli studenti che cancellano i nomi...

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