Le parole del governo hanno pesato sullo spread, dice l'Europarlamento

Mariarosaria Marchesano

Strasburgo celebra la moneta unica e con una risoluzione ricorda le dichiarazioni incontrollate sulla manovra italiana. Sul ruolo della Bce: "La politica monetaria non basta per una crescita economica sostenibile"

Milano. Il Parlamento europeo "concorda con la tesi avanzata dal presidente Mario Draghi nel suo intervento del 13 settembre 2018, secondo cui il numero eccessivo di dichiarazioni discordanti negli ultimi mesi hanno condotto in Italia a un aumento dei rendimenti sui titoli pubblici e a un innalzamento dello spread" tra il rendimento del Btp e quello del Bund, "con conseguenze negative per le imprese e le famiglie". E' quanto emerge dalla relazione sul rapporto annuale della Bce per il 2018, redatta dal relatore Gabriel Mato (Ppe), che sarà discussa oggi pomeriggio nella seduta plenaria del Parlamento europeo che si tiene a Strasburgo. Nel giorno del ventesimo compleanno dell'euro, che il caso vuole venga festeggiato quasi in contemporanea con il voto in Gran Bretagna per la sua uscita dall'Unione europea, l'Italia ritorna al centro della scena per la sua incertezza politica o, meglio, per i danni che le dichiarazioni incontrollate espresse a cavallo della scorsa estate dal governo giallo-verde sulle politiche fiscali del nostro paese hanno provocato sui mercati colpendo così anche imprese e cittadini.

  

 

      

Sembrava un capitolo chiuso e, invece, i deputati dell'Unione hanno pensato bene di immortalare quegli avvenimenti attribuendogli un peso storico ben preciso. Del resto, è un clima solenne quello che circonda le celebrazioni della moneta unica, che rappresenta “un progetto politico, prima che economico ed è irreversibile”, com'è stato sottolineato nella risoluzione. I parlamentari ribadiscono che ogni Stato membro, fatta eccezione per il Regno Unito e la Danimarca, ha l'obbligo “di adottare la moneta unica, dopo aver soddisfatto i criteri di convergenza di Maastricht” e che "l'indipendenza statutaria della Bce, come stabilito nei trattati, è fondamentale per adempiere al suo mandato della stabilità dei prezzi e proteggere l'istituzione nel suo complesso da interferenze politiche".

    

Quanto ai rischi attuali che sta correndo l'Eurozona, il Parlamento europeo indica l'aumento delle incertezze dovute a fattori come la minaccia di un maggiore protezionismo; i negoziati sulla Brexit; le potenziali bolle speculative; la crisi dei mercati emergenti; i livelli storici del debito privato e pubblico; la volatilità generale sui mercati finanziari, “legata in particolare ai rischi politici in alcuni Stati membri”, che compromette le prospettive di crescita della zona euro; il crescente populismo, isolazionismo ed etnocentrismo all'interno dello spettro politico; il malcontento contro la globalizzazione; e l'aumento delle divergenze tra gli Stati membri sul futuro dell'integrazione europea”.

    

Sul ruolo che riveste la Bce per contrastare la deflazione e la bassa crescita, gli europarlamentari ritengono che "la sola politica monetaria non sia sufficiente a conseguire una ripresa economica sostenibile" e che "il contributo strutturale apportato dalla politica monetaria alla crescita sostenibile sia limitato". Di qui l'invito "ai responsabili politici a mantenere l'attuale ripresa economica al di là del breve termine attuando una combinazione di riforme strutturali e politiche di bilancio equilibrate dal punto di vista sociale, ambiziose, favorevoli alla crescita e in grado di migliorare la produttività, nel quadro del patto di stabilità e crescita, comprese le sue disposizioni in materia di flessibilità". La flessibilità delle norme "deve essere una pratica che dipende dalla situazione economica in cui ci troviamo" e "per salvaguardare la credibilità del patto di stabilità, le sue disposizioni in materia di flessibilità dovrebbero essere applicate in modo simmetrico, non solo quando l'economia va male o è debole".

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