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L’autocancellazione

Evoluzione della cancel culture. Per paura di offendere, ora gli scrittori ritirano i propri libri

“La mia visione del mondo è limitata come persona bianca”. Così Alexandra Duncan rinuncia a pubblicare il suo romanzo. Ma non è un caso isolato

21 Luglio 2020 alle 06:30

Evoluzione della cancel culture. Per paura di offendere, ora gli scrittori ritirano i propri libri

Una scena di "Misery non deve morire" (Misery), film del 1990 diretto da Rob Reiner, tratto dal romanzo Misery di Stephen King (1987)

Roma. L’evoluzione della cancel culture si chiama autocancellazione. Alle prime avvisaglie di critiche e per evitare di esserne travolti, gli scrittori si autodenunciano ed eliminano il proprio lavoro. Alexandra Duncan aveva già pronta anche la copertina di “Ember Days”. Il romanzo doveva essere pubblicato da Greenwillow, che fa parte del colosso mondiale dell’editoria HarperCollins. Ma l’autrice lo ha ritirato. Il problema? Il romanzo racconta di un afroamericano gullah, proveniente dall’America meridionale, ma Duncan è bianca. I twittaroli avevano già iniziato...

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Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

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Commenti all'articolo

  • ceva.paola

    21 Luglio 2020 - 12:27

    Madame Bovary c'est moi... D'après moi!, sarebbe la frase completa di Flaubert, e cioè "A mio avviso", o "Secondo me". Ecco, "secondo me" è il lasciapassare, se ce ne fosse bisogno... e pare che oggi ce ne sia bisogno, insito in ogni interpretazione letteraria che un autore dà di una realtà diversa da sé. E' la libertà di esprimere il possibile e l'impossibile, senza limiti imposti, o ancora peggio auto imposti.

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  • joepelikan

    21 Luglio 2020 - 10:55

    Caro Meotti, capisco che quanto avviene nel mondo anglosassone ha la sua importanza perché la nostra Sinistra è ormai incapace di qualsiasi originalità culturale, ma non sarebbe meglio focalizzarsi sulle battaglie di casa nostra? La Legge Zan è una legge liberticida e anticostituzionale, contro la quale va fatta una battaglia senza quartiere. Non farla, almeno per un cattolico, vuol dire venir meno alla propria fede.

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  • giuseppe.pizzonia

    21 Luglio 2020 - 08:26

    La c.d. "cancel culture" è una via di mezzo tra l'oscurantismo medievale ed il più vieto maoismo. E' l'ora che in Europa (in Italia?) qualcuno (editori, università) si svegli ed offra una sponda di libertà a chi ha perso il diritto di esprimersi in USA. A prescindere dal valore letterario, questi libri autocancellati devono essere tradotti, pubblicati e divulgati, affinché rimanga testimonianza di resistenza alle peggiori pulsioni illiberali che stanno emergendo. Prima di arrivare a Fahrenheit 451

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