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"Sonnambula", l'emozione di un canto angelico ma spietato

Dal 18 febbraio al 3 marzo al Teatro dell'Opera di Roma, la storia dei due innamorati svizzeri andata in scena per la prima volta nel 1831 a Milano

19 Febbraio 2018 alle 13:23

"Sonnambula", l'emozione di un canto angelico ma spietato

Il soprano svedese Jenny Lind (1820-1887), celebre interprete di Amina nella "Sonnambula" di Bellini, in un ritratto di Eduard Magnus (foto Wikipedia)

Non aveva nemmeno trent’anni Vincenzo Bellini nell’inverno del 1830 quando scrisse “La sonnambula”, la sesta delle dieci opere composte nella sua breve vita. Immaginiamolo alto, slanciato, il viso etereo circondato da boccoli dorati, gli occhi azzurri, l’incarnato chiarissimo, l’eleganza di un dandy. Era all’apice del successo: una specie di divo, adulato dal bel mondo, tombeur quanto basta, ma innamorato di una signora sposata, artista romantico e però classico, siciliano per niente focoso, catanese, ma severo con se stesso ed esigente...

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