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A Roma, Puccini com’era nel 1900

La devota Tosca e il suo eroe per caso travolti dalla passione

L’opera nell’allestimento originale del debutto, che avvenne sempre al teatro Costanzi. Il suo autore doveva essere il successore di Verdi (l’idea fissa di Giulio Ricordi), ma anche qui sui grandi ideali alla fine prevalgono i sentimenti

16 Ottobre 2017 alle 15:20

La devota Tosca e il suo eroe per caso travolti dalla passione

Giacomo Puccini (foto: Wikimedia Commons)

Doveva essere il successore di Verdi. Questa era l’idea fissa dell’editore Giulio Ricordi, “padrone e despota della musica italiana”, che conobbe Giacomo Puccini giovanissimo e puntò subito su di lui. Il nuovo Verdi doveva prendere il posto del padre del melodramma italiano ormai vegliardo, ma ancora pieno di energie, tanto da comporre un capolavoro come l’Otello a settant’anni suonati. Eppure, niente di più lontano tra Puccini, col suo modo di scrivere nervoso, la sua sensibilità intimista e moderna, e il...

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