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Gli ultimi deliri di Di Maio e Salvini sulla Sea Watch

Le parole dei vicepremier sulla nave umanitaria dimostrano che serve subito un crowdfunding per lo psichiatra del governo

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

4 Gennaio 2019 alle 21:11

Gli ultimi deliri di Di Maio e Salvini sulla Sea Watch

Luigi Di Maio e Matteo Salvini (foto LaPresse)

Un crowdfunding per sostenere le spese legali dell’Orlando furioso nel ricorso alla Consulta contro il decreto insicurezza, come va chiedendo il mio amico Giuliano, è un’idea così pannellian-donchisciottesca (penso che l’accostamento gli garbi) che l’appoggio in pieno. Adesso vedo se trovo i piccioli. Però, però: l’idea è così giusta, che varrebbe la pena estenderla. Ad esempio è ormai evidente, vedendo questo governo, che servirebbe un crowdfunding anche per sostenere un referendum per abolire la legge che abolì i manicomi, e tanti saluti al buon Franco Basaglia: capirà da sé come siamo ridotti, noi matti, se tocca stare dalla parte dell’Orlando furioso. Ma se il referendum costa troppo, basta un crowdfunding per pagare le cure psichiatriche a quei due.

 

Perché ad esempio, caso Sea Watch. Nel tentativo di salvare le sue capre, ma anche i cavoli sovranisti di Salvini, Giggino Di Maio se n’è uscito con questa idea da ricovero coatto: “Malta faccia sbarcare donne e bambini dalla Sea Watch, noi li accoglieremo”. Avete capito bene? Per lui il problema non è se i profughi arrivano o no: è una questione puramente nominale. Siamo dalle parti del pensiero magico, o della follia. Il suo compare Matteo, forse per invidia, ha pensato di dirne una ancora più folle: “Chi scappa dalla guerra arriva in Italia in aereo, come già fanno in tanti, non con i barconi”. E probabilmente in business. Crowdfunding.

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