I governi di sinistra di Grecia e Spagna seguono la linea Salvini sui migranti

Massimo Bordin

Anche Sanchez e Tsipras negano l'approdo a Sea Watch 3 e Sea Eye. E lo fanno perché hanno paura delle reazioni dell’elettorato, anche del loro elettorato

Una cinquantina di persone, bambini compresi, sta in mare e continua a trovare i porti chiusi. Un grande continente non è capace di accogliere 50 persone, o meglio non vuole farlo. Già detto, già letto, è il brutto racconto di Natale di quest’anno. C’è un aspetto però che merita di essere sottolineato. Premesso che qui si spera che questo sconcio abbia termine e che i 50 poveretti trovino subito ricovero, fa pensare come a negare concretamente l’approdo non sia “l’Europa” e nemmeno solo il nostro impresentabile governo Salvini-Casalino ma anche due governi come quello greco e quello spagnolo, fra i pochissimi rimasti ad avere premier di sinistra. Questo fatto dovrebbe fare riflettere il Pd sulla percezione della questione dei migranti. Sanchez e Tsipras non hanno sicuramente idee diverse da quelle di Orfini che ieri ha chiesto a nome del suo Partito che il governo italiano offra un approdo alle due navi. In teoria i due premier non possono certo negare la loro storia politica nelle sue basi, se però in pratica si comportano come Salvini lo fanno perché hanno paura delle reazioni dell’elettorato, anche del loro elettorato. La contraddizione, stridente, sta tutta qui e segnala l’ennesimo ritardo della sinistra, non solo italiana. Intanto le ultime notizie dicono che l’unico governo disponibile a fare qualcosa, non si capisce bene cosa però, per almeno una delle due navi sarebbe il controverso governo laburista maltese, che salverebbe così, almeno in parte, l’onore della sinistra europea.

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