La lista "Vaccini Vogliamo Verità" è l'unica utopia che non tramonta

Antonio Gurrado

In Emilia-Romagna ha preso più voti di Rifondazione comunista e Potere al popolo. Ha capito che per immaginare un futuro che non venga smentito dalla scienza o dalla storia basta evitare che il sapere progredisca

Nella sfida fra candidati mignon in Emilia-Romagna, fatta salva l’ovvia prevalenza del Movimento 5 Stelle, colpisce che la lista Vaccini Vogliamo Verità abbia preso più voti sia del Partito Comunista sia di Potere al Popolo. Le tre V hanno infatti raggiunto lo 0,5% mentre la falce e martello si è fermata allo 0,4% e la stella allo 0,3%. Stiamo parlando di decine di migliaia di voti, circa trentamila nel complesso, più che sufficienti a dedurne una tendenza che testimonia il mutato rapporto degli italiani con l’utopia. Infatti chi vota Partito Comunista – per quanto il 1989 sia passato da un pezzo – si figura un futuro ideale fondato su una scienza, l’economia, declinata secondo le convinzioni di un signore barbuto che aveva trascorso l’intera vita a studiarla. Il problema è che il sapere progredisce, quindi poi quest’utopia si rivela irrealizzabile. Chi vota Potere al Popolo – per quanto lo slogan sia vago e impalpabile come il vecchio “la terra ai contadini”, che vuol dir tutto e non significa niente – si figura un futuro ideale fondato su una scienza, la storia, che dimostra a chi la studia la ciclica sollevazione delle masse oppresse, dall’antichità a oggi. Il problema è che, siccome il sapere progredisce, anche quest’utopia si rivela frutto di un equivoco. Ma chi vota Vaccini Vogliamo Verità si figura un futuro ideale in cui, quando bisognerà trattare di scienza, il fatto di avere studiato sarà considerato irrilevante, se non larvatamente sospetto. E qui sta il colpo di genio della lista: perché un’utopia non tramonti mai, basta evitare che il sapere progredisca.