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Bandiera Bianca

La nostra spietatezza a targhe alterne

La vicenda dell'operaio licenziato morto suicida e una diversa lettura dei titoli dei giornali

23 Gennaio 2020 alle 17:28

La nostra spietatezza a targhe alterne

Foto via pxfuel - CC0

Titolo sui giornali: “Licenziato, operaio si toglie la vita”. Un quarantenne del padovano, con ancora in mano la lettera di licenziamento, ha vagato per due ore in auto per la Bassa fino a che non ha trovato un albero che gli apparisse abbastanza solido, vicino a un fiume, e si è impiccato. Noi italiani, che siamo gente di buon cuore, di fronte a una notizia del genere ci commoviamo e malediciamo in cuor nostro la spietatezza dell’azienda che è costata una vita. Il licenziamento, si legge nell’articolo, è stato dovuto a una vertenza pendente da mesi: l’azienda accusava l’operaio di abusare della legge 104, quella per l’assistenza a congiunti ammalati; le giustificazioni addotte dal lavoratore non sono state ritenute sufficienti, donde il licenziamento. Noi italiani, che siamo gente onesta, come avremmo reagito se il titolo fosse stato: “Abusa della legge 104, licenziato furbetto”? Avremmo detto “Ben gli sta”, abbandonando l’operaio al suo destino e al suo albero, perché l’unica spietatezza che ci indispone è quella altrui.

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