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Antidoti contro il contagio della paura

I casi di coronavirus in Italia e poi le città in quarantena. Governare le paure non è semplice ma accanto al panico c’è anche una svolta: la riscossa delle competenze e la fine della democrazia dei creduloni. Spunti per una stagione anti post verità

22 Febbraio 2020 alle 06:00

Antidoti contro il contagio della paura

Personale ospedaliero a Codogno (foto LaPresse/Luca Bruno)

Fidarsi. Sono passati da pochi minuti le undici quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, collegato da Bruxelles con le agenzie di stampa, usa forse involontariamente un verbo che ci aiuta a fare un passo in avanti rispetto alle preoccupanti notizie di ieri. Le notizie sono quelle che conoscete tutti e sono quelle relative ai casi di contagio da nuovo coronavirus, molti dei quali registrati a Codogno, in provincia di Lodi, in Lombardia – dove un uomo di 38 anni,...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Febbraio 2020 - 22:18

    Al direttore - In fondo sarebbe semplice: per proteggere il più efficacemente possibile la nostra vita, dobbiamo ridimensionare le nostre abitudini di vita quotidiana. Libertà, in ogni senso, compresa. Siamo disposti, mentalmente pronti, a farlo? Dubito.

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  • albertoxmura

    22 Febbraio 2020 - 16:11

    Il governo ha operato molto male. Ha, ad esempio, bloccato i voli diretti provenienti dalla Cina (vantandosene). Ciò ha reso impossibile tenere sotto controllo chi proveniva da quel paese, dato che ha costretto i passeggeri a seguire vie traverse, guardandosi poi bene dal denunciare che proveniva dalla Cina e mettersi in quarantena. Ci sarebbe da capire perché il trentottenne di Codogno abbia tenuto nascosto che aveva avuto numerosi contatti con una persona proveniente dalla Cina. Penso che si sia comportato così non tanto per leggerezza, quanto per non esporre il suo amico a fastidiosi controlli. Comunque il governo non ha richiesto la quarantena a chi proveniva dalla Cina. Infine: perché non è stato detto subito di non recarsi al Pronto Soccorso in caso di sintomi sospetti? Questo è un segno d'imperizia e di negligenza. Ora si cerca di chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati. Ma la maggior fonte di contagio è ormai interna.

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  • Carlo6

    22 Febbraio 2020 - 15:42

    Questo corona virus ci dice anche che i cinesi hanno rotto le palle e che si adeguino a sistemi alimentari non più possibili con la convivenza planetaria. Questo spostamento di virus da animale a uomo ci dice che certi animali commestibili ai tempi dell’uomo cacciatore raccoglitore non sono più tollerabili e che quindi i cinesi si devono adeguare. Il rispetto per le culture, compresa quella culinaria, va bene ma in tempi di globalizzazione occorre morigerazione. Se qualche settimana fa dicevi di mettere in quarantena chiunque veniva dalla Cina eri un fascista, dirlo ora sei una persona sensata. Lo stesso vale con le vaccinazioni. Ai tempi del comico delle piazze, vaccinarsi voleva dire essere schiavo delle multinazionali oggi invece sei un responsabile in linea con la conoscenza scientifica. Tutta cambia a seconda del momento per poi tornare alle convenienze parallele.

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  • gdaines

    22 Febbraio 2020 - 12:52

    La cosiddetta psicosi della paura va combattuta con mezzi “appropriati” che vanno dall’informazione dei media all’organizzazione sanitaria per far fronte al contagio. La paura è insita nell’uomo come negli animali e non può essere sublimata nella retorica buonista della sua inutilità e pericolosità. La paura è un allarme che va correttamente gestito e non ignorato catalogandolo come una idiozia comportamentale. Molti dimenticano, infatti, che una forma di paura, molto concreta, è data dalla consapevolezza della grande “mobilità” che hanno le persone. Le ultime vicende hanno dimostrato che i contagiati in pochi giorni hanno avuto contatti con centinaia, forse miglia di persone! Azioni concrete e niente chiacchiere da bar su questo maledetto virus! Solo così si potrà far fronte al contagio e vincere. Non ci sono patologie politicamente corrette e patologie populiste e sovraniste.

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