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Greta svela la vera faccia dell’ecologismo, l’odio di sé dell’occidente

“Ci battiamo contro colonialismo, razzismo e patriarcato”, scrive la giovane attivista svedese in un editoriale su Project Syndicate per spiegare perché è importante protestare per il clima

4 Dicembre 2019 alle 16:12

Greta svela la vera faccia dell’ecologismo, l’odio di sé dell’occidente

Greta Thunberg appena sbarcata a Lisbona per partecipare al summit sul clima delle Nazioni Unite di Madrid (foto LaPresse)

Roma. In un saggio dal titolo “Mass Death Dies Hard”, il compianto critico culturale australiano Clive James, da poco scomparso a Cambridge, definiva la campagna sul global warming come un “animus rivoluzionario contro la democrazia liberale”, un “abracadabra” il cui vero scopo potrebbe essere quello di “creare un governo mondiale che assicurerà quella che Robert Mugabe chiama ‘la giustizia del clima’, in cui il capitalismo è sostituito da qualcosa di altruistico”. Questo prima che Greta Thunberg saltasse la scuola in Svezia per salvare il pianeta, prima che diventasse una icona mondiale, prima che si imbarcasse su un catamarano per l’America, prima che questa settimana arrivasse a Madrid per il summit sul clima delle Nazioni Unite. “Why we strike again” è il titolo dell’editoriale scritto da Greta su Project Syndicate per spiegare perché è importante protestare. “Tale azione deve essere potente e di ampio respiro”, scrive l’ambientalista svedese. “Dopotutto, la crisi climatica non riguarda solo l’ambiente. I sistemi di oppressione coloniale, razzista e patriarcale l’hanno creata e alimentata. Dobbiamo smantellarli tutti”. Rileggiamola bene: la crisi climatica è frutto del razzismo, del colonialismo e del patriarcato occidentali, che vanno smantellati. Siamo nel cuore della vera faccia dell’estremismo ecologista, che non è tanto la premura per l’ambiente, ma quella di un occidente sommerso dall’odio di sé. Siamo nella nuova fase dell’ambientalismo. Il Guardian ha pubblicato una serie di interviste sulla “giustizia climatica”, a cominciare da quella al suo ideatore, Robert Bullard. Si rilegge anche la storia attraverso questa lente. Ricercatori della University College di Londra hanno di recente spiegato che la colonizzazione delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo (le cui statue sono state abbattute perché in odore di “razzismo”) ha riscaldato il clima, impattando sulla salute del pianeta. E’ la convergenza perfetta dei capri espiatori: il marxismo, che ha individuato nel capitalismo il responsabile delle miserie umane; il terzomondismo, che ha elevato l’occidente a criminale della storia, e l’ambientalismo, dove il colpevole è l’uomo stesso. Parlando con il settimanale francese Point, Michael Shellenberger, “eroe dell’ambiente” secondo la rivista Time, ha detto che questo moralismo ecologista vorrebbe farci “vivere come nei paesi poveri. Greta Thunberg non vivrà come una congolese, è ridicolo. La sua esistenza è quella di una ricca bambina svedese”. 

 

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E’ l’idea di appartenere alla feccia dell’umanità, così che l’interesse di tutti i diseredati sociali e gli emarginati culturali viene a coincidere, tanto che nessun discorso, nessun documento, nessuna analisi ambientalista possa concludersi senza che riecheggi il grande luogo comune: l’uomo bianco è malvagio. Come ha scritto Pascal Bruckner nel suo “Fanatismo dell’Apocalisse”, la preoccupazione ambientale è universale, la fine del mondo è esclusivamente occidentale. L’indiano Barun Mitra conferì un “premio” speciale alle ong occidentali per la loro opera “di sostegno della povertà”. Una lapide appoggiata allo sterco animale, a simboleggiare la qualità degli argomenti degli ecologisti radicali e la “biomassa” cui erano stati condannati i poveri.

Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

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Commenti all'articolo

  • ayler

    05 Dicembre 2019 - 10:55

    Un governo mondiale in cui il capitalismo è sostituito da qualcosa di altro istico? Un sogno!

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  • ayler

    05 Dicembre 2019 - 08:44

    Mi sorprende sempre la capacità di analisi della piccola Greta. Che l'occidente dopo aver devastato e colonizzato mezzo mondo sie stia autodistruggendo mi pare una conseguenza inevitabile per chi ha letto Hegel. he poi un australiano dica quelle cose non c'è da meravigliarsi, visto la fine che hanno fatto fare agli aborigeni. resto è polemica da quattro soldi. Consiglio anche la lettura della Controstoria del liberalismo di Losurdo edito da Laterza.

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    • emmeti

      24 Gennaio 2020 - 21:02

      Beh, un conto è leggere Hegel, altro capirlo. Capire poi che, nononstante la cultura e gli anni dedicati al suo ridicolo triadismo, ha detto una serie incredibile di stupidaggini, non è da tutti.

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  • In77rn

    05 Dicembre 2019 - 00:12

    Quando pensi che l'ipocrisia sua arrivata al limite, c'è sempre chi riesce a far meglio. Del resto, finché ci sarà qualche capitalista a pagare, i fenomeni del genere potranno permettersi il lusso di seminare odiose sentenze che attecchiscono molto bene tra i buonisti di turno.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    04 Dicembre 2019 - 20:19

    Al direttore - L'uomo bianco è malvagio. Razzismo allo stato puro. Mica che non sia vero. Il razzismo è nel "uomo bianco"

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