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Ecce Greta

Perché il nuovo mondo, che punta ad abbattere Cristo, gli oceani, il sole per farne plastilina nelle mani dell’homo ultrasapiens, ha bisogno dell’idoleggiamento dei bimbi, ultima risorsa per trasformare in orchi chi denuncia ideologie allucinogene

Giuliano Ferrara

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ferrara@ilfoglio.it

16 Marzo 2019 alle 06:00

Ecce Greta

L'attivista per il clima svedese Greta Thunberg ad Amburgo per il Friday for Future (foto LaPresse)

Nel 1968 esce “Il mondo salvato dai ragazzini” di Elsa Morante, la nonna di Greta. Un delirio patchwork da allucinogeni, nel solco della Beat Generation, accolto come favola, umorismo profetico, da Pasolini, Garboli, Calvino, Fofi e tutta una generazione di critici e scrittori in fregola di bambinaggine lirica. Il pastiche in versi, parodia teatrale e altro, anticipa il famoso: “Io so, ma non ho le prove”, gridato da PPP, un anno prima della sua morte (1974), sulle pagine del Corriere di Ottone. Elsa ci ingiungeva di credere alla sua testimonianza innocente e ragazzina con la stessa perentorietà di Pier Paolo in lotta contro il potere golpista onnipervasivo. Con questi trucchetti stilistici da eccesso di Lsd e da rigonfiamento dell’Ego povetico si inaugurò la lunga stagione dell’irrealtà culminata nelle odierne gogne politicamente corrette, e senza prove, e nell’apocalittica ideologia del cambiamento climatico da mano assassina dell’uomo. E siccome gli scienziati tipo Onu, nella loro maggioranza avida di riconoscimento e finanziamenti alla ricerca, non bastavano più, anche perché spesso sputtanati o contraddetti da dati reali e controinformazione razionale, ecco che tornano i ragazzini. Sono loro i garanti della salute o fitness del pianeta, del corpo e del comportamento sociale, loro i profeti di un comportamento omogeneo e del suo linguaggio coatto, dalla differenziata alla dieta, che s’impone come un dovere civile e come controllo assiduo sulle coscienze, bisognose di una direzione autorevole, soprattutto il venerdì. Venerdì era il selvaggio incontrato da Robinson Crusoe nell’isola del suo solitario naufragio, convertito e civilizzato dal cannibalismo al cristianesimo biblico, ora il Venerdì è diventato il giorno della conversione forzata all’ecosostenibilità, una parodia della vita selvaggia sull’isola deserta alla quale Robinson riuscì a sfuggire per la sua tenacia british, una crociata dei bambini che va nella direzione inversa a quella dell’avventura e della sopravvivenza tecnica dell’eroe di Daniel Defoe.

   

Altro che money, follow the kid. Tutta la nuova visione del mondo, che punta ad abbattere Cristo, ma anche il sole, la luna, le maree, la terra, gli oceani, i cieli, per farne plastilina nelle mani dell’homo ultrasapiens, ha bisogno dell’idoleggiamento dei bambini. Sono l’ultima risorsa pedofila per colpire con l’ideologia l’oggettività, ciò che si può pensare, sentire, vedere e dire con l’aiuto della ragione critica e della fede trascendente quando necessario, a mezzo della caccia agli orchi, sostitutiva di quella alle streghe. Gli orchi sono quelli che viaggiano in aereo senza complessi, comprano un diesel sperando magari nell’auto elettrica, consumano energia e acqua, mangiano carne, pasta con il glutine (pastina glutinata Buitoni, in particolare), sfrecciano in motorino accanto alle piste ciclabili, producono l’acciaio, allevano maiali e pecore, polli e galline, seminano il grano e lo proteggono in vista del raccolto anche con strumenti chimici sempre più raffinati e sempre meno nocivi, considerano temporale una bomba d’acqua, secco il secco, umido l’umido, caldo il caldo, freddo il freddo, e se la godono anche nelle mezze stagioni. Orchi.

  

Fermare l’inquinamento, che c’è, ma con strumenti riformistici compatibili con la crescita, è cosa che non si porta più. Bisogna addirittura salvare la terra, che bada a sé stessa da miliardi di anni, mettere in sicurezza il futuro, che è un’ipotesi dell’irrealtà, e sopra tutto bisogna attribuire al signore della terra e del tempo, l’uomo senza Dio, ogni capacità eugenetica e ingegneristica in biologia, bio bio bio, e in governo della storia, che per il Bardo era tragicamente una sfuriata senza senso, il racconto di un idiota. L’uomo che vuole cambiare il clima con il sostegno dell’innocenza, in una corsa irrazionale con il mistero energetico del sole nell’universo. Ecce Greta.

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    16 Marzo 2019 - 23:11

    Ecce Greta. Ok, plauso. Manca la logica chiusura: "E pensare che abbiamo fatto tutto di testa nostra. Credendo fosse la strada giusta per realizzare la Libertà." Già, "credendo".

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    16 Marzo 2019 - 19:07

    Ecce praesens miseria hominum

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  • joepelikan

    16 Marzo 2019 - 18:06

    Bravo Ferrara! Greta che è una Aspie con la faccia simpatica, che pare uscita dritta dritta da Bullerby o da Karlsson sul Tetto, impacchettata e mediatizzata da quei furbetti della mamma e dello zio, a me sta simpatica. Meno simpatici mi stanno gli organizzatori delle crociate dei bambini. In questo caso, tutto sommato abbastanza innocenti. Meno, ad esempio, quando invece - come.avviene nel mondo anglosassone senza più trebisonda - i bambini vengono strumentalizzati nelle crociate transgenderiste, con i genitori pazzi che dicono "ze/they lead, I follow" e che vengono bombardati di ormoni, sottoposti a mutilazioni dei caratteri sessuali primari e secondati, triptorelinizzatida una classe medica di novelli mengele o vigliacchi impauriti da un politically correct diventato divoratore di piccoli. I bambini sono bambini. Devono seguire,.ascoltare e imparare. A me già Malala.non andava giù. Non lei in sé, ma se riteniamo giusta una guerra giusta e ci facciamo scudo dei bimbi, siamo dei vili.

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  • zucconir

    16 Marzo 2019 - 14:02

    Caro Ferrara la seguo da sempre, anche perché i temi del foglio in buona parte sono quelli di noi Verdi fiorentini che con Giannozzo Pucci, Vincenzo Bugliani ed altri pochi amici, lanciammo ormai 34 anni fa. Che il Foglio li difenda, li arricchisca, li tenga vivi è per noi motivo di grande soddisfazione. Noi eravamo i Verdi cattolici, abbiamo resistito ai Verdi/Rossi ed alla loro visione del mondo spappolata finché abbiamo potuto. Quando Pecoraro Scanio è diventato presidente ce ne siamo andati. A tutto c'è un limite. Quindi, senza polemiche in cui lei è insuperabile, le dico che sull'ambiente ha torto. Dovrebbe essere il primo priblema nell'agenda della politica ad ogni livello. Dall'ONU al comune di Roccacannuccia .non ho la minima fiducia nei ragazzini, cresceranno e diventeranno come tutti. Indifferenti, arresi. Pretenderei invece da chi governa il mondo soluzioni drastiche, leggi severe. L'uomo non cambierà mai, anche se avesse un tornado al giorno.. ci rifletta.

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