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Ormai l’allarme “climatico” ci è sfuggito di mano

L’allarmismo non serve, senza politiche espansive il taglio della CO2 è un’utopia retorica

15 Marzo 2019 alle 06:09

Ormai l’allarme “climatico” ci è sfuggito di mano

Migliaia di persone in piazza anche a Torino, per sostenere la battaglia ambientalista (Foto LaPresse)

Ormai è sfuggito di mano. L’allarme “climatico”, intendo. Vive di vita propria. Evocato, come causa ultima, dei fenomeni ed eventi più disparati dello “stato di salute del pianeta”. Si rischia l’overflow di allarmismo climatico. Con la conseguenza paradossale di ottenere l’effetto contrario: stanchezza e indifferenza. Anzi. La protesta recente dei gilet gialli in Francia, almeno nelle sue motivazioni originarie, avrebbe dovuto ammonire sui segni di rigetto e di insofferenza verso una retorica dell’allarme climatico che, nella policy dei governi, sembra...

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Umberto Minopoli

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  • hovannes1941

    17 Marzo 2019 - 11:11

    In tutto il loro can can, i 'gretini' si dimenticano di farci sapere che l'energia atomica non è inquinante. Ma si sa, chi non fa scelte non è persona umana, uomo o donna che sia, ma un 'quaquaraquà', come profetizzava Sciascia. E siccome i quaquaraquà sono maggioranza, attendiamoci folle oceaniche

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    • l.lodi

      20 Marzo 2019 - 09:09

      Bravissimo: il nucleare è il grande assente di tutto il dibattito, nonostante sia decisivo e a portata di mano, in quanto tecnologia ampiamente sperimentata e sicura.

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  • giuseppek

    15 Marzo 2019 - 16:04

    Qualcosa di più chiaro potrebbe spiegarcelo la conoscenza delle leggi della Termodinamica. Ma ai politici interessa solo l'ignoranza che moltiplica il consenso stupido dei più.

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  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    15 Marzo 2019 - 13:01

    Da bravo cittadino, anche stamane ho scelto la Circumvesuviana invece dell’inquinante automobile. Ho perso il treno: troppi gli studenti in fila per il glorioso Friday for Future (l’evento simbolo della lotta ai “politici che conoscono la verità sul cambiamento climatico”). Dalla pensilina scorgevo, as usual, il Vesuvio. D’istinto, mentre nella migliore tradizione partenopea toccavo ferro, mi sono venuti in mente: il Pinatubo (Filippine), l’Eyiafillaiokull (Islanda), i Monti Merapi (Java), il Tungurahua (Ecuador), il Kilauea (Hawaii)… le emissioni delle dust grains (le terribili polveri vulcaniche che si infiltrano nella stratosfera) con le solite esagerate esplosioni di biossido di carbonio, anidride solforosa, acido cloridico... Con l’usuale, quindi tranquillizzante, ritardo è giunto il treno successivo. In tempo per riflettere: troverà la natura un modo più civile di manifestare tanta sfrontata irriverenza per la (sua stessa) atmosfera (e per le piccole Greta di questo mondo)?

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  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    15 Marzo 2019 - 13:01

    Da bravo cittadino, anche stamane ho scelto la Circumvesuviana invece dell’inquinante automobile. Ho perso il treno: troppi gli studenti in fila per il glorioso Friday for Future (l’evento simbolo della lotta ai “politici che conoscono la verità sul cambiamento climatico”). Dalla pensilina scorgevo, as usual, il Vesuvio. D’istinto, mentre nella migliore tradizione partenopea toccavo ferro, mi sono venuti in mente: il Pinatubo (Filippine), l’Eyiafillaiokull (Islanda), i Monti Merapi (Java), il Tungurahua (Ecuador), il Kilauea (Hawaii)… le emissioni delle dust grains (le terribili polveri vulcaniche che si infiltrano nella stratosfera) con le solite esagerate esplosioni di biossido di carbonio, anidride solforosa, acido cloridico... Con l’usuale, quindi tranquillizzante, ritardo è giunto il treno successivo. In tempo per riflettere: troverà la natura un modo più civile di manifestare tanta sfrontata irriverenza per la (sua stessa) atmosfera (e per le piccole Greta di questo mondo)?

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