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Come salvare Greta dai gretisti

Non possiamo regalare l’ambiente agli ambientalisti fricchettoni

15 Marzo 2019 alle 18:19

Come salvare Greta dai gretisti

Greta Thunberg ad Amburgo (foto LaPresse)

Al direttore - Giovedì sera mi telefona la mia piccola Emma di nove anni e mi dice: “Babbo, domani mattina vado dalla nonna perché la maestra fa sciopero per salvare il pianeta terra”. Emma ha una maestra di italiano fantastica, che non abusa degli scioperi e ha spiegato bene loro le ragioni della mobilitazione. Inizio da qui per dire la mia, solo la mia idea. E dire a tutti gli amici che non condividono la mobilitazione di venerdì: state sbagliando. Sono consapevole di tutte le ipocrisie, delle furbate, persino della cattiva coscienza che può celarsi dietro il “gretismo”.

 

Ormai l’allarme “climatico” ci è sfuggito di mano

L’allarmismo non serve, senza politiche espansive il taglio della CO2 è un’utopia retorica

  

Capisco tutte le contraddizioni che ci sono. Anche dietro questi bambini, non mancano quelli che li usano come un’occasione formidabile per lanciare il mantra “è tutta colpa delle multinazionali occidentali”. Ma sono fesserie in bocca all’80 per cento della politica italiana; qualcuno le considera pure cose di sinistra, ma cosa c’entra attaccare una bambina, le sue trecce, i suoi eccessi? State sbagliando! Primo. C’è un atteggiamento troppo ideologico negli ambientalisti, ma anche nei negazionisti. Vi parla chi ha seguito la vertenza dell’Ilva e ha ricevuto le peggiori minacce… anche da un governatore della regione, che però preserva le sue centrali a carbone. Secondo. L’ambiente – la cura del creato, consentitemi di usare questa espressione come credente – è cosa troppo seria per lasciarla nelle mani degli ambientalisti ideologici. Terzo. Si dice che le nuove generazioni sono apatiche e nichiliste: onestamente, vedo gli under venti molto seri e concreti.

 

Tra la musica trap che parla di auto di lusso, donne e gioielli e il futuro della terra, abbiamo qualche dubbio? Voi che avete scioperato su tutto e col sottofondo degli Inti-Illimani, a cui cambiavate i testi per farli più tosti e ora sfoderate la penna rossa, pretendete rigore propositivo e lucidità? Non fate i vecchi. Se vogliamo dei cittadini consapevoli, incoraggiamoli a partecipare e a mobilitarsi e anche a sbagliare, non sarà difficile fare meno errori di voi. Quarto. Mi sono inferocito per lo sciopero contro l’alternanza scuola-lavoro, anche per lo snobismo antioperaio di alcuni striscioni. Ma bisogna smetterla col “controcorrentismo”.

 

E’ solo un’altra forma di conformismo. Il rifornimento narcisista che ci dà il nostro “distinguo” quotidiano, che sfama la nostra platea di follower, ci rende schiavi. Se vogliamo salvare Greta dai gretisti, come dice il bravissimo Roberto Vicaretti, e dai troppi gretini, questa partita ci riguarda. Ci sono ambientalisti seri e competenti e si battono gli ayatollah dell’ambientalismo nimby con un industrialismo moderno e sostenibile, che è anche più conveniente. Sono un sostenitore dell’auto elettrica ma ho spiegato che, senza infrastrutture e un nuovo ecosistema dedicato, faremo tardi e male. Mi hanno scritto che sono “pagato dalle lobby dei diesel”. Fate voi, ma io mia figlia in mano a questi fricchettoni non la lascio, e neanche il pianeta terra. 

Marco Bentivogli

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Commenti all'articolo

  • danieledisalvo

    15 Marzo 2019 - 20:08

    Il tema è sicuramente assai complesso. Un cambiamento climatico è in atto, ma è altrettanto vero che il clima non è mai stato costante. In un passato molto remoto la concentrazione di CO2 nell'atmosfera è stata anche molto maggiore, ma ciò non implica che non si possano cercare fonti di energie alternative. Le autovetture diesel inquinano? Certamente, e non parlo qui di CO2 che non è un inquinante, ma chiediamoci anche come viene generata l'energia elettrica per ricaricare le batterie delle auto appunto elettriche.

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  • eleonid

    15 Marzo 2019 - 19:07

    Non c'è in assoluto una verità. C'è invece l'opportunismo di sostenere una visione rispetto alla sua opposta. Mi rivolgo a tutti i commentatori e a tutti noi , ma chi crediamo di prendere per il c.... Il nostro modo di vivere ci piace e facciamo del tutto per mantenerlo. A chi pensiamo di rivolgerci quando diciamo indirettamente ed ipocritamente che dovremmo fare a meno di tante cose che consumono energia in tutte le sue forme? Oggi è il turno dell'energia elettrica . Ma non ci ricordiamo del più famoso principio della termodinamica che dice ,da quando è stato concepito , che l'energia non si crea né si distrugge,ma si trasforma da una forma ad un'altra! Quindi se l'energia chimica da combustibile è inquinante , non di meno sarà quella elettrica che deriva da quella chimica. Studiamo, studiamo ! Vedrete che qualcosa in più riusciremmo a capire.

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  • branzanti

    15 Marzo 2019 - 18:06

    Condivido pienamente l'approccio espresso da Bentivogli. Non v'è dubbio che esista un ambientalismo ideologico che mon produce alcun risultato concreto, come esiste un negazionismo ideologico, anche se quest'ultimo spesso risulta prezzolato da imprese che non hanno alcuna intenzione di rinunciare nemmeno ad un centesimo per inquinare meno (i repubblicani americani munificamente finanziati dai Koch brothers, probabilmente i peggiori nemici dell'umanità in questa era, ne sono l'esempio più aberrante). Occorre quindi sostenere, anche con comportamenti di consumo, tutte le imprese (consiglio di leggere l'odierno documento del CDA ENI) che si stanno impegnando per adottare tecnologie capaci di ridurre progressivamente gli impatti senza generare una contrazione di quel sistema economico che ci ha assicurato un benessere senza precdenti. Una chiosa in tal senso: credo nell'auto elettrica per il futuro, ma guido, senza sensi di colpa, un'autovettura diesel.

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  • joepelikan

    15 Marzo 2019 - 18:06

    Ps quanto a Greta mi sta simpatica. Ha la faccia di un personaggio di Astrid Lindgren.

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