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La deriva del libero insulto

Social pieni di volgarità e parole ostili. Né i libri né la televisione riescono a fronteggiare gli odiatori

14 Maggio 2018 alle 15:34

La deriva del libero insulto

Un gradiente di aggressività verbale ha risvegliato da qualche tempo le peggiori coscienze, alitando un fiato fetido di vanità e idiozia (particolare di "Pollice verso" di Jean-Léon Gerome, 1872)

L’ultima frontiera dell’Italia che corre sempre a due velocità è la parola. Il lessico. L’insulto e l’aggressività verbale contro l’uso appropriato e anche affilato della parola. Le parole per dirlo e quelle per riempire lo spazio rumoroso dell’aggressione fisica. Il sapere e l’ignoranza: siamo sempre allo stesso punto, con la differenza che se un tempo l’insulto e l’aggressione verbale erano patrimonio degli incolti, oggi, dopo il trattamento grillino, il lessico violento è stato equiparato all’autenticità. Parlo come mangio, e purtroppo,...

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