Napolitano e la fortuna politica degli odiatori

Maurizio Crippa

Il presidente emerito della Repubblica è stato sottoposto a un intervento d’urgenza. Hater da tastiera e cretini sociali e professionali ne hanno approfittato per sfogare i loro istinti più bassi

Augurare pronta guarigione al presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano – che la notte è scorsa è stato sottoposto a un intervento d’urgenza per un problema all’aorta (i bollettini medici informano fiduciosi di “deboli progressi, tutto sta andando bene”) – non è necessariamente compito di una rubrica. Ma lo si fa volentieri, e ovviamente a nome di tutti noi del Foglio. Non vorrebbe essere compito di una rubrica, però, doversi occupare, nel giorno del 73esimo anniversario della Liberazione – Napolitano aveva vent’anni e c’era, tanti che schiamazzavano nelle piazze ieri invece no – degli odiatori da tastiera, dei cretini sociali e per così dire professionali, che hanno approfittato del grave stato di salute dell’uomo per sfogare i loro istinti più bassi. E bene che tante testate abbiano evitato di diffondere. Ma, per dovere di testimonianza, hanno scritto: “Non me ne frega niente di Napolitano”; “chi ha calpestato la Costituzione e svenduto la sovranità popolare non merita alcuna onorificenza. Che l’uomo sopravviva… Ma il politico e personaggio bruci all’inferno”; fino al raffinato “Consentitemi una battuta molto cattiva… Domani si festeggia anzi festeggiano… La #liberazione… Chissà”. Gli odiatori da tastiera non li ha inventati Zuckerberg. Ma c’è chi ci ha costruito sopra la sua fortuna politica. Su un blog grillino, c’è chi ha scritto: “Alla notizia di un possibile incontro del M5s col Pd, il cuore di Napolitano ha ceduto. E quello di Scalfari come sta?”. Eccetera. Ecco, liberiamoci anche di questa schifezza.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"