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La paura invisibile

Roma e il virus, e l’emergenza che non c’è ma è come se ci fosse (al contrario delle suppletive)

27 Febbraio 2020 alle 10:13

La paura invisibile

(foto LaPresse)

Roma. L’emergenza non c’è, dice il sindaco Virginia Raggi, parlando in Campidoglio di Coronavirus. L’attenzione è alta, aggiunge. E però l’emergenza è come se corresse sottopelle, con un’inquietudine strisciante pronta a esplodere. Tanti piccoli indizi portano alla prova: il panico che nessuno dichiara e vuole è già in parte elemento del contesto, anche se frenato (e magari, si spera, reversibile, se la gestione e narrazione della crisi sanitaria lo consentiranno). A Roma le scuole sono aperte, Roma non è chiusa...

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Marianna Rizzini

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.

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