cerca

“Quella tentazione grillina per i regimi illiberali”. Parla Scalfarotto

Russia, Cina, Venezuela. Il sottosegretario renziano ci spiega perché, dopo il Covid-19, ci sarà un altro virus da combattere

26 Marzo 2020 alle 06:00

“Quella tentazione grillina per i regimi illiberali”. Parla Scalfarotto
Roma. La rassegnazione, confessa, è quel che più lo spaventa. “La rassegnazione non tanto a restare chiusi in casa, o a cedere momentaneamente, come purtroppo è necessario, un po’ delle nostre libertà personali. Ma la rassegnazione a considerare sconvenienti le democrazie liberali: questo mi terrorizza”. Ivan Scalfarotto, dal suo appartamento milanese, dove lavora da confinato in clausura a causa del virus, pensa già al dopo: “A quando questa emergenza sanitaria passerà, e qualcuno potrà pensare che davvero i regimi illiberali...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Valerio Valentini

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • carloalberto

    26 Marzo 2020 - 19:19

    Scalfarotto quanto a illiberalismo se ne intende... Nel senso che lo propugna lui.

    Report

    Rispondi

  • eleonid

    26 Marzo 2020 - 11:17

    Il passaggio culturale dai grillini ai mandarini è stato ratificato con l'accordo della via della seta. I danni che ha fatto e sta facendo questo partito politico ,nato con gli slogan sulla paura della gente , è spaventoso . Qualcuno ,come l'on. Scalfarotto, dice che questo aspetto emergerà quando tireremo le somme a fine coronavirus. Ma io sarei più prudente, e comincerei a tirarle adesso non cedendo nuovamente ai sentimenti della paura.

    Report

    Rispondi

    • Skybolt

      26 Marzo 2020 - 12:34

      Guardi Scalfarotto, tra Cina e Iran, è l'unico che dovrebbe stare in silenzio.

      Report

      Rispondi

  • Skybolt

    26 Marzo 2020 - 10:36

    Ah, eccolo qua il Gemello Diverso di Geraci, colui il quale per anni ha lavorato per portare l'Italia nella Via della Seta, prima con Gentiloni ministro deli esteri e poi presidente del consiglio (unico capo di governo occidentale presente all'inaugurazione del progetto), coorganizzatore insieme all'altro fenomeno (Calenda) della visita iraniana a Roma con tanto di mutandoni alle statue (maschili per lo più), dopo aver brigato per entrare come sottosegretario agli Esteri in vista del preannunciato trasferimento delle deleghe per il commercio internazionale dal MISE agli Esteri propugnata da Di Maio, si vede snobbato delle famose deleghe a favore di un altro sottosegretario (grillino)...minaccia sfracelli, ed ora dal "suo appartamento milanese" con gravità denuncia il pericolo grillino di intendersela con i regimi autoritari... anche per lui una citazione di AA: "Esiste un momento stregato in cui si passa da bella promessa a solito stronzo". Ecco, e senza passare dal via.

    Report

    Rispondi

Servizi