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Pieni poteri no grazie. Dall'Emilia-Romagna arriva un'altra sconfitta per l'invincibile Salvini

Nessuna spallata del leader della Lega: Borgonzoni ferma al 43,7 per cento, Bonaccini vince col 51,4 (e a Bibbiano vince il Pd). In Calabria trionfa il centrodestra contro Callipo

27 Gennaio 2020 alle 07:46

In Emilia-Romagna arriva un'altra sconfitta per Salvini

Matteo Salvini commenta il risultato del voto in Emilia-Romagna e in Calabria (foto LaPresse)

L'Emilia-Romagna non si colora di verde e la mattina dopo il giorno del voto alle Regionali, il centrosinistra si sveglia tirando un sospiro di sollievo. Alla fine il risultato è 51,4 per Stefano Bonaccini contro il 43,7 di Lucia Borgonzoni. La Lega è sconfitta, nessuna crepa, per ora, nel governo, come auspicato dall'opposizione.

 

 

Il Pd si arrende – come era annunciato – in Calabria, dove il centrodestra di Jole Santelli asfalta il centrosinistra di Callipo (56 per cento contro il 36), ma la battaglia decisiva per la sopravvivenza del governo Conte bis era decisamente quella in Emilia-Romagna. "Di solito i politici non commentano exit poll, grazie a chi oggi ha votato", ha detto Salvini poco dopo la mezzanotte. Poi il senatore ha ringraziato Borgonzoni, attaccata da tutti "perché donna". Ma il leader della Lega ha evitato accuratamente la parola sconfitta. E a chi glielo chiedeva ha detto che "assolutamente no", non si sentiva sconfitto. Ma il distacco del governatore dem uscente Stefano Bonaccini sulla sfidante leghista Lucia Borgonzoni è un dato. Un risultato lontano dalle aspettative dei leghisti e dello stesso Salvini, che era convinto di vincere.

 

 

Il voto disgiunto non è stato quindi determinante per il risultato finale. Decisivo, invece, il ritorno alle urne di molti elettori delusi: in Emilia-Romagna l'affluenza rispetto a 5 anni fa è aumentata di quasi 30 punti. Il Movimento 5 Stelle rimane fuori dai giochi: i due candidati governatori pentastellati ottengono il 3,4 per cento in Emilia Romagna e il 7,3 per cento in Calabria. Il Pd, nonostante le scissioni di Leu e Italia viva, è il primo partito sia in Emilia-Romagna sia in Calabria, ma rispetto alle regionali di 5 anni fa il calo è vistoso. Il Pd passa in Emilia-Romagna dal 44,52 per cento dei voti al 34,6 per cento di oggi, a cui bisogna aggiungere il 5,7 per cento della lista Bonaccini Presidente. In Calabria il Pd ebbe il 23,68 per centro ed oggi ha il 16,2. La lista Oliverio Presidente ebbe il 12,44 per cento, la lista Callipo Presidente oggi ha il 7 per cento. La lista M5s scende in Emilia Romagna dal 13,26 per cento del 2014 al 4,7 per cento di oggi. In Calabria sale dal 4,89 per cento del 2014 al 6,2 per cento di oggi.

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  • SamHall

    SamHall

    02 Febbraio 2020 - 04:52

    So far, so good... Può considerarsi, e lo è, una vittoria del PD, ma Zingaretti in questo momento rappresenta pure il tizio che - al decimo piano di una caduta che ne prevede altre 20 - commenta rinfrancato sino a qua tutto bene.

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  • gheron

    27 Gennaio 2020 - 17:38

    Che in Emilia il baraccone (tenuto in piedi dal buon nome di Bonaccini, dai frammenti del PD, dalle signore e dai signori "gradisca"in fuga dal cav, dagli Italiani Vivi, dagli Azionisti europei, dalle sardine, dalle belle-ciao, insomma dall'INDIFFERENZIATO di prossima costituzione) non sia crollato ancora del tutto è cosa di cui possono esser contenti soltanto gli Emiliani. Se va bene a loro... L' Italia intera invece, lo si può vedere anche di notte senza neppure un lumicino ad olio, da oggi basa su un caro estinto con al seguito più baccanti sguaiate che prefiche straziate dal dolore. Al momento in giardino, sui rami del ciliegio già colmi di gemme rigonfie per questo mite inverno, un pettirosso tuitta allegramente.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    27 Gennaio 2020 - 16:17

    Al direttore - Troppa grazia, S. Antonio, un'altra regione strappata, alla grande, al centrosinistra. Ma il boccone grosso, significativo, è rimasto dove era. Già, bravissimo Bonaccini a rimanere dov’era. Vale più di una regione persa? De gustibus, ecc. Ma oggi quello che conta è lo strepitio mediatico che si può fare sui gusti, non sulla realtà. Come il nuovo tracollo del M5S.

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  • eleonid

    27 Gennaio 2020 - 16:00

    Gli emiliani romagnoli saranno pure comunisti, ma certamente non hanno l'anello al naso. L'on. Salvini sarà pure bravo a fare il politico dei nostri giorni , ma chi conosce bene la politica non si lascia incantare dalle parole o da slogan arditi. Bene la reazione di gran parte degli emiliani romagnoli che con il loro consenso a Bonaccini hanno ricalcato la loro storia politica dal dopoguerra ad oggi.

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