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Il dilemma del buon senso sui porti chiusi

Il nuovo corso sui migranti: tenere la barra dritta tra buonismo e pragmatismo

10 Settembre 2019 alle 20:18

Il dilemma del buon senso sui porti chiusi

Un'operazione di salvataggio della Ocean Viking (foto LaPresse)

I sostenitori dell’accoglienza dei migranti avevano salutato la fine dell’èra salviniana al Viminale pieni di aspettative per il nuovo corso del ministro dell’Interno del Conte bis, Luciana Lamorgese. Ex prefetto, tecnico estraneo agli schieramenti partitici, la veterana del Viminale è stata definita da molti osservatori come la nemesi del suo predecessore, Matteo Salvini. Martedì, il capo della Polizia di stato Franco Gabrielli ha detto che “sarà semplice parlare (con lei, ndr) perché è un collega che parla la mia stessa...

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  • Chichibio

    11 Settembre 2019 - 17:05

    Naufrago è chi, involontariamente, subisce il naufragio della propria imbarcazione. Così è, se la lingua italiana ha ancora un suo senso. E ovviamente va salvato. Difficile invece definire naufrago chi va a porsi in questa condizione a suo rischio e pericolo. Va salvato anch'esso, ma a spese sue. Come del resto si fa con l'alpinista, lo speleologo o lo skipper imprudente. A sinistra dicono che è la stessa cosa, che i migranti sono abbandonati al mare dagli sfruttatori e che non è colpa loro. La questione in fondo è tutta lì, se accogliere comunque persone abbandonate in mare con profitto da delinquenti (un po' come effettuare un incauto acquisto di provenienza illegale) o difendersene respingendo con severo e stringente giudizio accompagnati dal dubbio. Per di più c'è la palese provocazione di chi, per sua dichiarata missione, deliberatamente li porta qui. E poi c'è la questione degli arrivi lungo la frontiera ad est. Ma ieri Zingaretti e Bersani ripetevano il solito mantra.

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  • luigi.desa

    11 Settembre 2019 - 13:01

    I magistrati che spesso invadono lo spazio della politica con foglioline di fico a loro dire per supplenza alla assenza della politica ,ma allo stato stanno facendo male il loro mestiere. Porto aperti o chiusi sono una panzana. I ( supposti) salvati dalle acque devono essere subito sbarcati e assistiti ,le navi sequestrate e confiscate e i loro equipaggi indagati per immigrazione clandestina. Certe volte c'è da chiedersi se i magistrati conoscono le leggi .

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    • Skybolt

      11 Settembre 2019 - 18:06

      Gentile Luigi, non ci sono navi da sequestrare (a parte le ONG, ma su quelle non si può, sono EROI) nè equipaggi (ma se non riusciamo neanche a individuare gli scafisti...se non perchè sono tanto idioti da farsi scoprire). E poi, c'è il metodo delle navi madre. Ora, trovo scandoloso che l'Italia non abbia un pattugliameto continuo del mare al largo delle nostre coste, non nelle acque territoriali. Ma non co le navi, che altrimenti i barconi glieli ammollano ai nosri, ma con aerei e droni. Nell'utlimo dereto sicurezza c'era finalmente lo stanziamento per effettuare pattugliamenti continui e nuovi radar a lunga portata. Individua le navi-madre quando sono a 100 miglia dalla Sicilia e stagli dietro, riprendili dall'alto e sequestra tutto. Dopo dieci volte, le navi-madre si esauriscono. Individua i velieri con il transponder spento a 200 miglia dalla Puglia, abbordali, e poi vediamo se dicono che sono in difficoltà. Gli strumenti e le procedure ci sono e funzionano.

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  • AlessandroT

    11 Settembre 2019 - 10:10

    Bravi, concordo. Invece leggo che Zingaretti già si lancia a chiedere sbarchi "senza se e senza ma" (espressione orribile che la dice lunga sulla popolare e nefasta tendenza a non avere dubbi su niente). Questi del PD proprio non hanno capito niente, sembra che vogliano a tutti i costi consegnare il Paese a Salvini.

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