Appena nato il governo giallorosso bullizza Salvini sull'immigrazione

L'ex ministro dell'Interno è indagato per diffamazione nei confronti di Carola Rackete e deve incassare anche il via libera al ritorno a Riace di Mimmo Lucano. Intanto l'esecutivo impugna una legge del Friuli perché “discrimina i migranti” 

Verrebbe quasi voglia di difenderlo. Perché Matteo Salvini non fa in tempo a lasciare il suo ufficio al Viminale (dove in tanti dicono abbia trascorso pochissimi giorni dei quattordici mesi da ministro dell'Interno) e subito deve incassare tre colpi niente male.

 

Il primo riguarda Mimmo Lucano, il sindaco di Riace che il Truce definì “uno zero”, è tornato nella sua casa. Il tribunale ha infatti revocato l'ordinanza del Riesame che, dal 16 ottobre scorso, aveva imposto al primo cittadino il divieto di dimora. Per lui, quindi, la possibilità di riabbracciare il padre malato che, quasi incredulo, gli ha domandato: “Ma davvero ti hanno liberato o è solo un permesso? Puoi rimanere qui sempre?”

 

Quasi in contemporanea è arrivata la notizia che la procura di Roma ha iscritto Salvini nel registro degli indagati dopo la denuncia per diffamazione presentata dalla comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete. Il fascicolo è stato trasmesso a Milano, dove il leader della Lega risiede, ed è in fase di valutazione da parte del pm, Giancarlo Serafini. “Denunciato da una comunista tedesca, traghettatrice di immigrati, che ha speronato una motovedetta della Finanza: per me è una medaglia! Io non mollo, mai”, il commento su Twitter di Salvini che però, in giornata, deve incassare un altro colpo.

 

Nel nome della discontinuità il governo rossogiallo ha infatti deciso di impugnare la legge del Friuli Venezia Giulia n. 9 dell'8 luglio 2019 recante “Disposizioni multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale” che contiene, tra le altre, norme in materia di immigrazione. “Numerose disposizioni – si legge nel comunicato pubblicato alla fine del primo Consiglio dei ministri che si è tenuto a Palazzo Chigi – sono risultate eccedere dalle competenze Statutarie della Regione. In particolare talune disposizioni in materia di immigrazione appaiono discriminatorie, in contrasto con i principi di cui all’articolo 3 della Costituzione e in violazione della competenza esclusiva statale nella materia di cui all’articolo 117, secondo comma lettera”.

 

“È una vergogna assoluta - il commento del governatore leghista, Massimiliano Fedriga, all'Adnkronos -. Il Movimento 5 Stelle e il Pd hanno già partorito il governo dell'immigrazione selvaggia”.