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Salvini, la Lega e la magistratura

Far battere il tamburo della politica italiana da un pool di giudici non è meno pericoloso delle gesta del Truce

10 Maggio 2019 alle 06:00

Salvini è nel mirino dei pm

Foto LaPresse

Gira la voce che il Truce sia nel mirino della magistratura. Più di quello che si vede a occhio nudo. Non solo quel tal Siri, caso misterioso di autodifesa impotente e reticente, o quell’Arata, oppure il Fontana, il brusio serpentino dei nomi dice “Varese” o “Giorgetti” o vattelapesca. La Lega, in versione lombarda o nazionalsovranista, è pur sempre oggi il più vecchio partito italiano, ha rateizzato il debituccio dei 49 milioni, d’accordo, ma non ha una lira, come si dice,...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    10 Maggio 2019 - 16:04

    La diatriba sul sesso degli angeli è solo un calembour distrattivo. Come quello sulla assoluta onestà e correttezza delle fazioni che detengono il potere. Certe, est modus in rebus. Solo che il “modus” è entità variabile, duttile, malleabile e opportunistica. Lo stabiliscono i detentori del potere. Magistratura in primis. Mica perché sia entità mala, solo perché, nel nostro effimero modus vivendi, ha il potere di far lo. Gli scheletri nell’armadio, accumulati nel tempo da tutta la politica, non si salva nessuno, rendono impossibile riportarla alla sua originaria “funzione” costituzionale. Per ora, amen.

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  • carlo.trinchi

    10 Maggio 2019 - 15:03

    Bravo direttore vedo che cominciamo a vedere le cose per quello che sono cioè uno sfascio istituzionale irreversibile. Bene chi dice che nessuno è riuscito a fare una riforma della giustizia seria per contenere la stessa nei compiti normali come vediamo altrove, che non operi in politica anche per renderla inefficace e sempre uguale a se stessa, cioè il nulla. Sempre, sembra, che sposi una parte politica di cui pensa farne ciò che vuole e riportare il tutto a quattro denunce farlocche da riconsiderare quando gli pare. Non se ne esce perché sempre avremo qualche sprovveduto o presunto tale, del caso Siri poi chissenefrega, ed il gioco è fatto. Oramai siamo alle stronzate dette e scritte. Il truce cresce nei sondaggi? Perché? Perché di meglio non sappiamo esprimere, perché da sempre questa sinistra imbelle non ha fatto na minchia e tutto è andato a scatafascio ed oggi siamo alla solite. Al lupo: Il fascismo è alle porte, Il magistrato pizzica, il popolo si ammoscia e tutto segue.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    10 Maggio 2019 - 14:02

    La resa dei conti prima o poi, sarà inevitabile. Non quella tra Di Maio e Salvini. Bensì quella tra le varie fazioni Italiche che si combattono furiosamente tra loro a colpi di furberie, di pregiudizi, di menzogne, di moralità selettiva, di tic ideologici, promesse e corruzione. Lo sproloquio sui massimi sistemi è comico. Nessuno vuol capite che ogni fazione intende il futuro come conservazione del proprio potenziale presente. Ergo …

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  • Giovanni Attinà

    10 Maggio 2019 - 12:12

    Non facciamo diventare Salvini "martire" della magistratura. Il problema è uno solo: occorre la riforma della magistratura, ma i politici, di qualsiasi orientamento, debbono agire nella correttezza e non approfittare del "potere". Naturalmente vale anche per i giudici, perché l'arroganza ostentata non è ammessa.

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