Luigi Di Maio e Armando Siri (foto LaPresse)

Di Maio vince la battaglia con Salvini: revocato l'incarico a Siri

Il sottosegretario fuori dal governo, ma senza voto in Cdm. Di Maio e la Lega: "Andiamo avanti"

Il caso politico su Armando Siri si è chiuso oggi con la revoca dell’incarico al sottosegretario alle Infrastrutture tramite decreto del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che sarà presentato al vaglio del Quirinale. Ma nonostante l’estromissione del leghista dall’esecutivo, il confronto politico tra i due alleati di governo, Lega e M5s, si trascinerà ancora a lungo, almeno fino alle Elezioni europee. Siri sarà allontanato senza che in Consiglio dei ministri si sia andati a una conta dei voti, un’eventualità che lo stesso Luigi Di Maio aveva detto di volere scongiurare, nonostante la maggioranza assoluta del M5s in Cdm. “C’è stata una discussione molto franca e non banale – ha detto Conte – perché ho ritenuto questo un passaggio politico e non banalmente burocratico-amministrativo”. “A parte l’aspetto umano, bisogna riconoscere al sottosegretario Siri la presunzione di non colpevolezza. Dobbiamo preservare il patrimonio di fiducia dei cittadini nei nostri confronti – ha aggiunto Conte – altrimenti difficilmente potremo vantarci di essere il governo del cambiamento”.

 

Di Maio così vince la sua battaglia: sollevare il tema della questione morale all’interno della Lega e, allo stesso tempo, evitare di innescare in prima persona una crisi di governo. “Il nostro obiettivo non era dimostrare la superiorità numerica o morale: il nostro obiettivo è mantenere la fiducia dei cittadini”, spiega il ministro. E sulla tenuta del governo, dice, la crisi è scongiurata. Come aveva ripetuto Matteo Salvini in questi giorni, la coalizione continua il suo mandato e oggi anche Di Maio ha ribadito la stessa linea: “Abbiamo deciso di andare avanti”, ha spiegato vicepremier grillino.

 

Dal fronte leghista si sostiene la linea della distensione apparente, almeno per ora. “Basta liti. Ribadiamo la fiducia nel premier ma anche la convinta difesa del sottosegretario Armando Siri, innocente fino a prova contraria come tutti i 60 milioni di Italiani”, hanno detto fonti del Carroccio dopo il Cdm.