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Salvini sta trasformando il suo partito in una Lega a Cinque stelle

Il direttore del Foglio Claudio Cerasa ospite a Tagadà su La7

22 Gennaio 2019 alle 14:27

Centosettanta morti in poche ore nel Mediterraneo. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha detto 'se riapri i porti tornano i morti': quanta verità e quanta bugia c'è in questa frase?”, chiede Tiziana Panella al direttore del Foglio Claudio Cerasa, ospite di Tagadà su La7. “C'è buona parte di bugia”, è la risposta di Cerasa: “dire, come fa Salvini, che le partenze – per quanto relative perché gli sbarchi sono in costante diminuzione da due anni – sono colpa delle ong è un modo di camuffare la realtà. La verità è che il contesto politico in Libia è critico. L'unico modo per governare i flussi, per un ministro dell'Interno con la testa sulle spalle, sarebbe spendere qualche minuto in meno a fare campagna elettorale e qualche minuto in più in Libia, per parlare con chi può davvero risolvere il problema. Se ricominciano gli sbarchi è perché in Libia la situazione sta sfuggendo di mano”. 

 

Il presidente della Camera Roberto Fico dice che se non riusciamo a salvare vite umane è un fallimento per la società italiana. C'è una spaccatura tra M5s e Lega sul tema migratorio? È un fallimento per chi governa? “Fico dice una cosa giusta ma non prende nessuna iniziativa: se pensasse davvero quello che dice avrebbe davvero un modo di reagire: dimettersi o fare qualcosa di simbolico. Non è responsabilità di questo governo la presenza di drammatici morti in mare. È ipocrita fare soltanto tweet”. 

  

Il governo ha fatto diventare scomodo il “divano” di cui tanto si è parlato riguardo al reddito di cittadinanza o sarà ciò che vincerà? “Il reddito di cittadinanza rischia di rendere il 'divano' più comodo: la premessa sbagliata è che se davvero si vuole combattere la povertà non bisogna destinare tanti soldi a una misura come il rdc ma creare dignità con il lavoro. Una questione che sfugge a questo governo”. 

  

Quota 100, direzione giusta o sbagliata? “La quota 100 è un errore strategico, politico ed economico. Abbiamo superato la crisi del 2011 – che la Lega dovrebbe ricordare perché allora era al governo e non volle riformare le pensioni – dimostrando che il mercato del lavoro si può aprire e creando posti di lavoro e dimostrando che l'Italia non è irresponsabile rispetto alla spesa pensionistica (la seconda più alta in tutta l'eurozona). Con quota 100 e reddito di cittadinanza si crea più sfiducia e non si alimenta il circuito del lavoro. Così invece si sono create le condizioni per una recessione”.

  
Quanto l'elettorato di Salvini gli farà pagare una frenata dell'economia? “È la domanda delle domande. Salvini è stato premiato alle elezioni sulla base di un programma che prometteva di diminuire le tasse; aiutare le imprese; creare posti di lavoro, maggiore credibilità dell'Italia e maggiore crescita. Tutte promesse che stanno cambiando segno. Finora Salvini è stato bravo a presentarsi come la vittima di questo governo. Nel momento in cui il segno meno dovesse diventare una certezza, sul lavoro, sulla crescita, sulla sfiducia che il paese sta alimentando, per il leader della Lega diventerà difficile dimostrare di essere la vittima e non l'artefice del disastro. La realtà può spingere Salvini a rompere con questo governo”. 

 

Berlusconi corre per le Europee. Ci ha abituato a grandi colpi di scena, ogni volta che veniva dato per sconfitto ha saputo rigenerarsi. “Direi che il suo tentativo è generoso ed encomiabile, per portare ristoro a un soggetto politico in crisi profonda. È l'anomalia italiana: non solo abbiamo due partiti populisti al governo e un'opposizione – il pd – al 18 per cento ma anche una destra che non riesce a essere alternativa a Salvini. Quello di Berlusconi è un tentativo di portare ossigeno al polo conservatore. Necessario ma non sufficiente. Serve una grande leadership capace di creare consenso attorno al tema della libertà”.

 

“Salvini ruba voti e consensi, ma non tanto all'elettorato di centrodestra, quanto a quello grillino. Salvini sta grillizzando la Lega: c'è un vaso comunicante tra gli elettori del Cinque stelle e quelli della Lega. Il ministro dell'Interno sta trasformando il suo partito in una Lega a Cinque stelle”. 

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    22 Gennaio 2019 - 18:06

    Altro che grillininizzare la lega, qui sono tutti matti da legare.

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  • stearm

    22 Gennaio 2019 - 16:04

    Agli elettori di Salvini-Di Maio non interessa la crescita, ma la redistribuzione promessa. In questo certo Salvini imita Grillo, è lui l'ideologo della dicotomia tra redistribuzione e crescita ovvero che una redistribuzione senza crescita sia comunque un bene in sè. un messaggio molto popolare. Per questo un rallentamento della crescita non sposterà voti, nemmeno quelli di Salvini che sono già grillizzati. Magari, quando gli effetti della redistribuzione e della decrescita si saranno dispiegati e il popolo scoprirà che il più che gli è stato redistribuito è meno di quello che la decrescita gli ha tolto, qualcuno di essi si farà due conti in tasca. Ci vorrà tempo e non è detto che l'Italia non si divida prima, visto che la redistribuzione promessa ha una forte componente territoriale, questa sì inconciliabile (Nord vs. Sud) E comunque chi furono gli ultimi in Italia a puntare tutto sulla redistribuzione su mandato del 'popolo'? Uno era a Ciampino l'altro giorno, in manette.

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