L’Italia cresce solo se crescono i salari

Dopo i migranti, il lavoro. Come si risponde alla demagogia populista? Perché politici, imprenditori e sindacati hanno il dovere di lanciare una grande sfida al qualunquismo populista mettendo più soldi nelle tasche dei lavoratori. Idee

Claudio Cerasa

Email:

cerasa@ilfoglio.it

13 Giugno 2018 alle 06:04

L’Italia cresce solo se crescono i salari

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Succede oggi osservando il Matteo Salvini che gioca con l’immigrazione e succederà domani osservando il Luigi Di Maio che giocherà con il lavoro. Il punto, in fondo, è sempre lo stesso: cosa può fare un’opposizione critica ma costruttiva per combattere le idee pazze dei populisti senza essere sempre sulla difensiva ma provando a giocare ogni tanto una partita offensiva? I ministeri guidati dal leader della Lega e dal capo politico del Movimento 5 stelle saranno per forza di cose quelli...

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Commenti all'articolo

  • Nambikwara

    Nambikwara

    13 Giugno 2018 - 16:04

    (continua da sotto) Nell'articolo di Lippi sulla Produttività che , tra l'altro, è multifattoriale nel suo complesso (tutte le condizioni che permettono, in ultima istanza la maggior redditività (intesa come sintesi di efficienza e efficacia nella trasformazione dei prodotti e o servizi) si scrive che nel "Contratto" non compare la produttività: francamente come si fa a mettere la produttività in un contratto politico ma, sopratutto, con un avviato programma di 4.0 (20 mil.di) che da solo dovrebbe "rivoluzionare", oltre alla Produttività (da lavoro) addirittura le modalità di produrre (I.A., robotica, new skills, meccatronica etrc etc.).

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    13 Giugno 2018 - 16:04

    Le aziende non fanno beneficienza direttore: le paghe cresceranno quando dall'asfittica 0,3 la produttività farà un balzo almeno allo 0,7-0,8. Quanto ai migranti (ovvero all'immigrazione) le sue statistiche sull'incidenza esclusivamente numerica tra numero immigrati/popolaziane italiana non colgono l'essenza del fenomeno: tale fenomeno si sviluppa su 5momenti 1salvataggio in mare/altri ingressi 2 procedura di "riconoscimento"/centri di raccolta e tipologia 3)programma di inserimento,ovvero 3.1 lingua e inserimento al lavoro (contratti di inserimento e feed back), 3.2) feed-back e rilascio tessera es. "alien".... Già sono interni c.a. mezzo milione che dovrebbero effettuare il programma 3 che, se attuato, scorre su almeno tre anni e mezzo e nessuno attualmente lo fa creando un effetto"IMBUTO"ovvero da un lato entrano dalla parte larga,e dall'altro si infilano nel tunnel dello stazionamento e senza uno straccio di programma ovvero se va bene schiavi al sud. L'italia non è più transito.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    13 Giugno 2018 - 14:02

    Andare al sodo. I salari possono crescere solo se usciamo dalla ottundente cultura dello Stato imprenditore. Oltre mezzo secolo di continua, feroce lotta politica e sindacale all’impresa privata, ostacolata nel suo svilupparsi dalla burocrazia pubblica e da mille intoppi, hanno impedito che si creassero le basi economiche per l’aumento dei salari. Come mai? Ovvio: un’economia privata che non avesse bisogno per vivere degli interventi, sempre politici, dello Stato, avrebbe ridotto il potere di condizionamento, di controllo, di intervento dello stesso. Il fallimento del progetto berlusconiano del “meno stato”, è tutto lì. Certo, anche tanti imprenditori si sono adeguati, gli appalti pubblici hanno generato corrotti e corruttori, un mix infernale. Ribaltare la situazione richiede tempi generazionali.

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    • gheron

      13 Giugno 2018 - 18:06

      Ma crede davvero che l'armata dei papponi in politica, nel sindacato, nella imprenditoria parassitaria e nella informazione di supporto consentiranno mai di ribaltare la situazione da lei così limpidamente definita? Auguri a tutti noi.

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  • DBartalesi

    13 Giugno 2018 - 12:12

    D'accordo, non è Karl Marx e oggi non è neppure il 21 febbraio 1848, quando a Londra, uscì il Manifesto del Partito Comunista. Siamo al 13 giugno 2018 e tuttavia, con questo contributo, ci sembra lei abbia scritto il primo capitolo di quello che potrebbe diventare un "Manifesto per una società aperta". Certo, questa volta il salario non è più contro il capitale ma per il suo sviluppo, a patto che si trovi la via di una ripartizione più equa del valore prodotto. Il tutto a garanzia di un benessere economico e una di una società libera. .Lo spettro che si aggira per l'Europa oggi è il Populismo, nlle varie forme di "chiusura": culturali, economiche, politiche, geografiche. Tempo è venuto di ridare alla opinione pubblica armi di critica politica finalizzate a costruire un' alternativa. Ci auguriamo che su queste pagine altri capitoli possano aggiungersi a questo "Manifesto". Magari anche l'"anarchico", che forse sarà contento. E complimenti!

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