Perché il partito della ragione deve essere alternativo a Di Maio e Salvini

Il caso Maroni e Berlusconi su Fornero svelano l’Italia a due velocità

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

Perché il partito della ragione deve essere alternativo a Di Maio e Salvini

Luigi Di Maio e Matteo Salvini (foto LaPresse)

L’intervista rilasciata ieri da Roberto Maroni a questo giornale ha fatto discutere per le dure parole rivolte dal governatore uscente della Lombardia al suo segretario di partito (“Salvini è uno stalinista”), ma le sculacciate rivolte dall’ex ministro dell’Interno al candidato premier della Lega non rientrano come qualcuno potrebbe pensare nella categoria semplice e banale del “caos del centrodestra”. Rientrano al contrario in una categoria più importante che da un certo punto di vista è il vero filo conduttore invisibile di...

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  • lorenzolodigiani

    12 Gennaio 2018 - 11:11

    Caro Cerasa, la confusione mentale di Di Maio, il comportamento di Berlusconi che afferma al mattino cio’ che smentisce il pomeriggio, lo “stalinismo” di Salvini e le mirabolanti promesse di tutti quanti, mi portano a credere che un partito della ragione, alla fine, dara’ segni di vita e, forse, otterra’ piu’ consensi di quanto si pensi. Maroni puo’ ache far parte del partito della ragione, ma ribadisco di preferire uomini politici a cui non e’ necessario chiedere chi sceglierebbero tra Macron e Le Pen in quanto la risposta sarebbe scontata.

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  • Silvius

    12 Gennaio 2018 - 10:10

    Bravo Cerasa. In realtà questa trasversalità c’è sempre stata, elettori e politici erano divisi male, come se si separassero le pesche e le mele in base alla dimensione e non al tipo. Adesso qualcuno comincia a dire “ah! Ma questa è una mela!”. Speriamo non sia troppo tardi e che le risse da pianerottolo si fermino, almeno per un po’, giusto il tempo di farci passare il mal di testa.

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  • riflessivo

    12 Gennaio 2018 - 10:10

    " I partiti forse non sono tutti cambiati, gli elettori sì. E come ha capito bene Maroni per individuare le nuove coordinate della politica europea è sufficiente rispondere a una domanda: chi sceglieresti tra Le Pen e Macron? Il resto forse verrà da sé." Maroni è andato al cuore del problema della politica oggi, un buon numero di elettori ha capito che per migliorare la situazione politica finanziaria sociale e culturale del paese BISOGNA RAGIONARE E NON FARSI MANIPOLARE DA TUTTI COLORO CHE, DOMINATI DAL RANCORE NON RIESCONO A VEDERE LA REALTA'. GLI ELETTORI HANNO CAPITO CHE SOLO IL BUON SENSO E L'INTELLIGENZA POSSONO MIGLIORARE L'ITALIA CONTRO TUTTI COLORO CHE VORREBBERO SFASCIARLA. TRA QUESTI SFASCISTI C'E' DA ANNOVERARE, SALVINI, I CINQUE STELLE, UNA SINISTRA PAROLAIA, UN SINDACATO RETRIVO, CERTA STAMPA, I TALK SHOW E TUTTI GLI ABBAIATORI ALLA LUNA.

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    12 Gennaio 2018 - 10:10

    La legge Fornero secondo Berlusconi va "rivista ma non superata": mi sembra una questione di lana caprina, dipende da dove si vuole incominciare a farlo. Se reintroducessero l'anzianità, che ora come ora va a morire, sarebbe una revisione o un superamento? Non è molto chiaro. Quanto a Maroni, visto che non è allineato con la segreteria, potrebbe essere un ottimo candidato premier di compromesso, come auspicai in una discussione 2 anni fa (c'era ancora disqus). Il quale si definisce "leninista" contro lo "stalinista" Salvini. Nessuno dei due termini mi piace e inoltre uno è prodromico all'altro. Diciamo che i tempi cambiano ed il tema leghista della secessione si è trasformato in uno più condivisibile di interesse nazionale, cosa che il citato Macron (a proposito, chi sarebbe il Macron italiano?) persegue benissimo. E l'interesse nazionale è cambiare questa Europa, per non finire sempre più vassalli dei tedeschi, e in seconda battuta dei francesi

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