La sincera goduria della Grande Coalizione

Merkel e Schulz a un passo dal governo. Nell’attesa di fare come la Francia, speriamo di fare come la Germania

13 Gennaio 2018 alle 06:00

La sincera goduria della Grande Coalizione

Angela Merkel e Martin Schulz (foto LaPresse)

Il modello tedesco, l’incontro virtuoso tra un centrodestra responsabile e un centrosinistra non irresponsabile, ci fa semplicemente godere. E in attesa che qualcuno decida di esportare nel nostro paese l’unico modello alternativo alla EuroCoalizione alla tedesca, ovverosia in attesa che qualche legislatore decida di esportare dalla Francia l’unica alternativa all’incrocio in Parlamento tra partiti teoricamente avversari, sanando il suicidio politico decretato il 4 dicembre 2016 dall’affossamento della riforma costituzionale e la successiva soppressione del doppio turno del sistema elettorale, non ci resta che sperare che la formula di governo scelta ieri dopo infinite ma prolifiche trattative da Angela Merkel (Cdu) e da Martin Schulz (Spd) venga esportata in Italia dopo le elezioni del 4 marzo.

 

Inutile girarci attorno: in presenza di un sistema politico caotico, frammentato e irregolare, per contare qualcosa in Europa, per avere un ruolo nel processo costituente del nostro continente, per riuscire a riempire lo spazio vuoto lasciato dal Regno Unito con la pazzia della Brexit, per ragionare con ottimismo sul futuro senza perdere tempo a osservare con rancore ciò che è stato fatto nel passato, o si fa come in Francia o si fa come in Germania. O si importa il modello francese o si sceglie di governare la frammentazione mescolando tra loro partiti anche diversi ma che concordano sui princìpi fondamentali. L’euro, il bilancio unico europeo, la flessibilità sul lavoro, la difesa della globalizzazione, la battaglia contro il sovranismo, l’idea che il modo migliore per proteggere i cittadini sia scommettere non sul protezionismo ma sulla protezione europea. In Germania capiremo solo a febbraio se la grande coalizione prenderà davvero forma e lo capiremo solo una volta che la Spd avrà sottoposto ai suoi militanti l’accordo concordato ieri con i conservatori e con la Csu di Horst Seehofer (la Csu è la Lega tedesca ma Seehofer è più il Maroni tedesco che il Salvini tedesco).

 

In Italia per capire che la soluzione tedesca è l’unica che può salvarci dal rischio irrilevanza in Europa non è necessario aspettare il quattro marzo: è tutto già chiaro oggi. Se ci fosse un Roberto Maroni a guidare la Lega nord ci si potrebbe anche augurare di vedere nella prossima legislatura un solido governo di centrodestra, ma per capire perché il modello tedesco è destinato a essere la speranza di ogni riformista italiano è sufficiente mettere a fuoco una parola semplice che viene prima di ogni polemica sull’euro, sul Jobs Act, sui vaccini: pensioni. Sia il Pd sia Forza Italia, sulla riforma Fornero, hanno le idee chiare e pur promettendo ai propri elettori di voler modificare alcuni effetti distorsivi della legge che ha salvato l’Italia nel 2011 non hanno intenzione di modificarla in modo strutturale (l’abolizione della riforma Fornero costerebbe tra gli 80 e i 90 miliardi di euro). Il principale alleato di Forza Italia, però, oltre a non rinnegare l’idea di voler indire un referendum sull’euro in caso di vittoria alle elezioni, sostiene che la legge Fornero vada abolita. E quando la Lega parla di pensioni conviene prenderla sul serio.

 

Nel 1994, il primo governo Berlusconi cadde dopo sette mesi a causa dell’opposizione della Lega sulla riforma delle pensioni. Nel 2011, l’ultimo governo Berlusconi fu inghiottito dallo spread per la stessa ragione. L’atteggiamento che i partiti hanno sulle pensioni è lo specchio sincero delle ambizioni che hanno i leader politici che si candidano a governare (se prendi voti sulla base di una retorica propagandistica, e poi finisci al governo, in qualche modo sei vincolato a seguire quella retorica). E per questo, ma non solo per questo, nell’attesa di diventare come la Francia, non ci resta che sperare di diventare come la Germania e festeggiare in Italia il 4 marzo insieme ai mercati la nascita di una formidabile EuroCoalizione. Un’Europa che è entrata in una fase costituente ha bisogno dell’Italia e un’Italia costituente in Europa ha bisogno di una grande coalizione per avere un governo che sappia concentrarsi sul futuro senza perdere tempo con il passato la direzione è chiara ed è unica. Lo schema è chiaro. Pensionare i sovranisti. Premiare gli europeisti. La nostra “marche”, in fondo può nascere solo così.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    14 Gennaio 2018 - 16:04

    Si faccia invece come in Austria: governo di centro-destra, no ius soli, seria riforma (che equivale ad abolizione) della legge Fornero, riforma dell'Europa in senso confederazionale, senza velleità unioniste (che hanno portato al predominio tedesco), gestione della globalizzazione, che tanto male ha fatto alle fasce di popolazione più deboli, sovranismo come interesse nazionale (incarnato proprio da Macron, dietro tanto bla-bla europeista), abolizione degli 80 euro, per dare un polmone alla riforma del fisco (flat-tax). Il tanto amato (adessso, solo perché in rotta con Salvini, ma prima...) Maroni fece una riforma pensionistica, appoggiata da tutta la Lega, che avrebbe evitato il disastro-Fornero, e che venne abbattuta dal governo Prodi II dei compagnucci non pentiti. Sarebbe anche ora di smetterla con queste posizioni ideologiche e acritiche a favore dell'euro: altri paesi UE non ce l'hanno e vivono benissimo. No al doppio turno, si applichi piuttosto la legge elettorale regionale.

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    • Lou Canova

      15 Gennaio 2018 - 18:06

      Dovessimo aggiornare i calcoli sull'entità del debito pubblico italiano a prendere per buone le proposte della pseudo-coalizione di cdx, scopriremmo quanto è vicina per il nostro paese l'opzione Venezuela...

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    • carlo.mareels

      15 Gennaio 2018 - 16:04

      Si, sfortunatamente I paesi Europei che sono fuori dall'Euro hanno, a differenza del Italia delle moli di debito pubblico molto piu contenute anche dovuto a delle gestioni della cosa pubblico ben piu responsabile della nostra Italia. Buona fortuna con una Italia fuori dall'Euro. Va bene avere delle opinion, anche poco informate, ma le decisioni politiche vanno prese con un Massimo senzo della responsabilita. Vero che, grazie ai servizi di Romano Prodi, ltalia e entrata nell'Euro a delle condizione pessime. Sarebbe stato meglio entrare in un secondo momento con I conti pubblici in ordine. Le conseguenze di quelle politiche di debito irresponsabili si pagano ancora oggi.

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  • Giovanni Attinà

    13 Gennaio 2018 - 12:12

    L'ottimismo di Cerasa sul futuro assetto istituzionale dell'Italia. I nostri politici, quelli della cosiddetta seconda Repubblica, non mi pare che abbiano una visione in questa direzione: sono specializzati in annunci, salvo non fare niente poi e di poca memoria storica legata alla coerenza.

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  • lorenzolodigiani

    13 Gennaio 2018 - 10:10

    Caro Cerasa, dobbiamo chiederci se ha , ancora, un senso affermare che a Cdu e Spd sono avversari politici. Se, come anche lei ha tante volte ripetuto, essere favorevoli all’apertura o alla chiusura costituisce la vera discriminante fra le varie forze politiche, Merkel e Schulz possono considerarsi alleati contro il populismo minaccioso anche in Germania.

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  • mauro

    13 Gennaio 2018 - 09:09

    Godiamo pure. La Germania ha avuto i suoi guai e non ha potuto occuparsi di noi. Aspettiamo che cominci a farlo.

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    • Lou Canova

      15 Gennaio 2018 - 18:06

      Nel caso noi volessimo testardamente continuare a fare montagne di debiti e riforme poche, sarà un bene.

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