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L’ansia da par condicio dell’Agcom

Nella nuova delibera dell'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni viene imposto il rispetto del contraddittorio anche per i giornalisti ospiti, che ora dovranno indicare la propria appartenenza politica. Un "colpo di accetta", dice Mentana

12 Gennaio 2018 alle 09:44

L’ansia da par condicio dell’Agcom

Silvio Berlusconi ospite a Porta a Porta (foto LaPresse)

Dopo le richieste dei 5 stelle di non consentire a Bruno Vespa e Fabio Fazio di partecipare con le loro trasmissioni alla campagna elettorale, il tema della par condicio è tornato al centro del dibattito pubblico. Il 10 gennaio è stata approvata la delibera dell'Agcom sulla questione, che ha introdotto due postille inedite: dopo la par condicio per gli ospiti politici dei talk show, nel nuovo regolamento viene imposto il rispetto del contraddittorio anche per i giornalisti ospiti. Se il format di una trasmissione in onda su una tv privata prevede l'intervento di un giornalista o di un opinionista a sostegno di una tesi, allora bisognerà prevedere un contraddittorio, cioè un altro giornalista che sostiene una tesi diversa.

    
Insomma, anche i giornalisti dovranno ora indossare una casacca e indicare il proprio colore di appartenenza politica. Ecco cosa prevede l'articolo 7 della delibera approvata dall'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni: "È indispensabile garantire, laddove il format della trasmissione preveda l'intervento di un giornalista o di un opinionista a sostegno di una tesi, uno spazio adeguato anche alla rappresentazione di altre sensibilità culturali in ossequio al principio non solo del pluralismo, ma anche del contraddittorio, della completezza e dell'oggettività dell'informazione stessa, garantendo in ogni caso la verifica di dati e informazioni emersi dal confronto".

    

Tra i commenti più duri c'è quello del direttore del telegiornale di La7, Enrico Mentana, che in diretta sul suo tg e intervistato da  Corriere della Sera e Giornale spiega che la norma assomiglia a un "colpo di accetta". "Dovrei usare un’intera scala Pantone per riuscire a esprimere la giusta 'colorazione' di un opinionista. Mettiamo che debba scegliere per par condicio un antirenziano: ok, ma di che tipo? Un dalemiano? Uno di centrodestra? Un Cinquestelle? Ci sono 50 sfumature di opinionista", attacca il conduttore sul Corsera. "Mi pare che si voglia a tutti i costi fare una norma 'Sallusti-Travaglio' senza avere i tools, gli strumenti per agire".

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    12 Gennaio 2018 - 10:10

    Nei dibattiti televisivi, che io non guardo per principio, bisognerebbe estrarre a sorte i giornalisti, visto che, a quanto mi dicono, sono sempre gli stessi o quasi.

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    • fsapo

      12 Gennaio 2018 - 16:04

      infatti. questa nuova regola sembra la conseguenza dell'indigestione di giornalisti sempre dello/gli stesso giornale che oltretutto non è chiaro se intervengono come commentatori, militanti o commentatori-militanti

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