cerca

L'ipotesi di test di massa per uscire dal lockdown è irrealistica. Parola di chi li produce

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Faz, Les Echoes, Independent e Abc

12 Maggio 2020 alle 10:08

L'ipotesi di test di massa per uscire dal lockdown è irrealistica. Parola di chi li produce

(foto LaPresse)

Italia: Rosa (DiaSorin), test di massa irrealistici per costi e deficit capacità produttiva 

 

Londra, 12 mag 08:42 - (Agenzia Nova) - L'amministratore delegato dell'azienda di biotecnologie italiana DiaSorin, Carlo Rosa, ritiene che il programma di test di massa su cui si basano i piani d'uscita dalla serrata in molti paesi sia irrealistico per via degli alti costi e dei deficit dicapacità produttiva. Lo riferisce lo stesso Rosa in un'intervista al quotidiano britannico "Financial Times". DiaSorin vende test diagnostici e anticorpali per il coronavirus ed è l'unico fornitore autorizzato in Lombardia. Rosa Ha affermato che la domanda per i test supera notevolmente l'offerta; ma che allo stesso tempo, la percentuale di persone che hanno contratto il virus nel mondo è troppo bassa per considerare l'immunità di massa come un'altra via di uscita dalle misure di lockdown. "Prendere controllo del virus durante il primo stadio è l'unica soluzione ma funziona solo se c'è un numero illimitato di test disponibili e se si possono subito isolare e tracciare i casi positivi. I test anticorpali aiutano a tracciare i pazienti asintomatici", ha detto Rosa. Il problema, secondo l'amministratore delegato di DiaSorin, rimane che i test sono basati su complesse e costose tecnologie molecolari, e la domanda è troppo alta rispetto all'offerta. Come spiegato dall'Ad al "Financial Times", i test diagnostici, che indicano se l'individuo ha il virus al momento del test, funzionano con un tampone nasale o faringeo. I test anticorpali mostrano invece se una persona ha già avuto il virus, e necessitano di un campione di sangue. DiaSorin sta lavorando sullo sviluppo di un tampone salivare più veloce e più economico. "Sarebbe più facile usare e produrre centinaia di milioni di campioni. La difficoltà è rendere i test precisi come quelli che già esistono, ma basarli su una tecnologia più semplice", ha detto Rosa. "Nessuno sa cosa succederà in futuro; dobbiamo rimanere preparati, specialmente quando arriverà la normale influenza in autunno", ha aggiunto l'Ad di DiaSorin.

Continua a leggere l'articolo del Financial Times 

 

Italia: emergenza coronavirus potrebbe aggravare diseguaglianze tra uomini e donne 

 

Berlino, 12 mag 08:42 - (Agenzia Nova) - Le donne in Italia devono affrontare ancora oggi evidenti diseguaglianze di ordine culturale ed economico, con il solo tasso di occupazione femminile che nel paese è al 49 per cento rispetto a una media dell'Ue pari al 67,3 per cento. Per il quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, tale situazione potrebbe essere aggravata dalla crisi innescata dalla pandemia di coronavirus, con una “retrocessione” del ruolo della donna. Per le italiane, infatti, “tutto cambia quando si ha un figlio”, con i posti degli asili nido “rari e costosi”, l'assenza del congedo parentale per gli uomini e “una tata che costa quasi quanto uno stipendio”. Le donne compongono circa il 60 per cento dei laureati italiani, sono fortemente rappresentate nei corsi post-laurea e agli esami universitari ottengono risultati migliori degli uomini. Tuttavia, il 27 per cento delle italiane rinuncia alla propria attività professionale dopo il primo figlio. Inoltre, in Italia le donne percepiscono stipendi inferiori a quelli dei colleghi e hanno meno probabilità di ricoprire posizioni di vertice. In tale contesto, “la pandemia aggrava le diseguaglianze”. A causa dell'emergenza coronavirus, con asili e scuole chiuse fino a settembre prossimo, i nonni, già “solido pilastro” nell'affiancare le madri per la cura dei figli, non possono più ricoprire tale ruolo per ragioni sanitarie. Pertanto, anche ora che le attività economiche sono riprese, le donne dovranno rinunciare a tornare al lavoro per badare alla prole. Come sostengono gli economisti Alessandra Casarico e Salvatore Lattanzio, nella Fase 2, le italiane dovranno svolgere ancora più mansioni in famiglia e vedranno ridotte le possibilità di tornare a svolgere la propria occupazione. Delle diseguaglianze tra donne e uomini in Italia è esempio la task force del governo per la gestione della Fase 2: su 17 membri, soltanto quattro sono donne. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato che la presenza femminile nell'organo verrà aumentata. Tuttavia, conclude la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, “ciò non basterà a evitare che la pandemia abbia conseguenze sociali, soprattutto per le donne, meglio equipaggiate fisicamente, ma più vulnerabili all'emarginazione professionale”.

Continua a leggere l'articolo della Faz 

 

Italia: la burocrazia mette in pericolo le aziende 

 

Parigi, 12 mag 08:42 - (Agenzia Nova) - In Italia la lentezza burocratica sta mettendo in serio pericolo la sopravvivenza delle aziende. Lo scrive il settimanale francese “Les Echos”, spiegando che per il paese la burocrazia rappresenta un “male lancinante” per cui ancora non esiste una cura. Nonostante gli annunci fatti in questi ultimi giorni dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sugli aiuti previsti dal governo nell'ambito della crisi del coronavirus, molte piccole e medie imprese e lavoratori in cassa integrazione non hanno ancora percepito nulla. “C'è una evidente mancanza di collaborazione da parte della banche”, afferma il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Dal canto suo, l'Associazione bancaria italiana dà la colpa alle “misure troppo burocratiche, lunghe e complesse adottate dal governo”. La Confindustria, preoccupata per questa situazione, chiede “meno burocrazia e più risorse”.

Continua a leggere l'articolo di Les Echoes 

 

Italia: produzione industriale crolla del 28.4 per cento a marzo causa della serrata 

 

Londra, 12 mag 08:42 - (Agenzia Nova) - La produzione industriale italiana è crollata del 28,4 per cento durante il mese di marzo a causa della serrata messa in atto per combattere il coronavirus che ha bloccato numerose aree dell’economia. Lo riporta il quotidiano britannico “Independent”. L’Italia è stato uno dei paesi maggiormente colpiti dal virus, con più di 30 mila morti. Cifre provvisorie suggeriscono che il prodotto interno lordo dell’Italia si sia contratto del 4,7 per cento nel primo trimestre dell’anno. La produzione industriale è probabilmente crollata ulteriormente durante il mese di aprile. Gli economisti prevedono infatti un calo del 50 per cento nella produzione ad aprile rispetto allo stesso mese nel 2019. Secondo l’Istituto nazionale di statistica (Istat) la produzione industriale è precipitata a tutti i livelli, colpendo beni di consumo, beni di investimento, beni intermedi e prodotti energetici.

Continua a leggere l'articolo dell'Independent 

 

Italia: cresce il desiderio di fuggire dalle città a vivere nei paesi 

 

Madrid, 12 mag 08:42 - (Agenzia Nova) - Dopo più di due mesi dall'inizio della quarantena, per gli italiani il desiderio di fuggire dalle grandi città è sempre più forte. L'architetto Massimiliano Fuksas sostiene che vivere in campagna "non può essere un lusso, ma un'alternativa per tutti". In un'intervista al rilasciata a “La Repubblica” e ripresa dal quotidiano spagnolo "Abc", Fuksas afferma che ci sarà un ritorno ai paesi "perché le nostre città, che erano per definizione il luogo di libertà, si sono dimostrate delle grandi prigioni". Fuksas, insieme ad architetti, scienziati e informatici, ha realizzato un progetto sulla casa del futuro e lo ha inviato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché possa essere studiato dalla commissione di esperti per la ricostruzione dell'Italia. Secondo Fuksas, le case del futuro dovranno avere una superficie minima di 60 metri quadrati e spazi dedicati al telelavoro. Un altro architetto, Stefano Boeri, propone incentivi fiscali per permettere agli italiani di ristrutturare le case dei paesi più piccoli e la creazione di un "ministero della dispersione" per coordinare il flusso delle persone che lasciano le città. 

Continua a leggere l'articolo di Abc

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi