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Le fake news, pretesto di regime

In molti giustificano così le restrizioni alla libertà di stampa, scrive Politico

6 Agosto 2018 alle 09:05

Le fake news, pretesto di regime

India, WhatsApp prende provvedimenti contro le fake news

La battaglia contro i media di Donald Trump ha convinto molti dittatori stranieri ad aggredire la libertà di stampa nei loro paesi”, scrive Jason Schwartz su Politico. “L’editore del New York Times A. G. Sulzberger ha avuto un incontro riservato con Trump, in cui ha detto al presidente americano che ‘la sua retorica sta generando un aumento nel numero di minacce contro i giornalisti, e potrebbe causare episodi di violenza’. Dall’elezione di Trump nel 2016, molti leader stranieri hanno usato il pretesto delle ‘fake news’ per giustificare delle restrizioni alla libertà di stampa.

  

Nel mese scorso, l’Egitto ha approvato una legge contro le fake news. Ogni blog e piattaforma social con più di 5.000 follower viene legalmente riconosciuta come un’emittente. La legge stabilisce il diritto della Corte suprema di sospendere, bloccare e multare i siti internet. Anche prima dell’approvazione della legge, il governo egiziano aveva usato il pugno duro contro i giornalisti. Il 4 luglio, un giudice aveva condannato otto giornalisti per avere diffuso informazioni false. Secondo il Committee to Protect Journalists, altri undici giornalisti sono attualmente detenuti in Egitto. Il governo del Vietnam ha sospeso e multato un sito accusato di diffondere fake news. A giugno anche la Bielorussia ha modificato la propria legislazione sulla libertà di stampa per processare chiunque è sospettato di pubblicare fake news. Inoltre, il Moscow Times riporta che la Russia ha inasprito le proprie leggi contro la libertà di stampa, impedendo ai siti online di pubblicare informazioni diffamatorie contro personaggi pubblici. La settimana scorsa, il parlamento russo ha proposto una legge per rendere le piattaforme social penalmente responsabili per i commenti dei propri lettori.

   

Joel Simon, direttore esecutivo del Commitee to Protect Journalists, spiega di non avere ancora delle cifre certe sul numero di giornalisti arrestati nel mondo ma, tendenzialmente, ha osservato che la pratica sta crescendo. ‘Questo è un grosso passo indietro’, ha detto Simon. Che poi aggiunge: ‘Molti leader autoritari che non sono soddisfatti del ruolo della stampa nel loro paese parlano di fake news’. Margaux Ewen, direttore esecutivo di Reporters Without Borders North American, ha scritto in una mail: ‘Essendo un’organizzazione che si batte per la libertà di stampa nel mondo, noi condividiamo il timore di Sulzberger che la retorica di Trump stia avendo un impatto negativo sulla libertà di stampa e sulla incolumità dei giornalisti’.

  

La classifica che misura libertà di stampa nel mondo, pubblicata ad aprile 2018, mostra questa tendenza. Gli Stati Uniti sono finiti al 45esimo posto in classifica a causa della retorica di Trump che, secondo i ricercatori, ‘sta generando un aumento nel numero di arresti e di attacchi fisici ai giornalisti’. Secondo Simon, ‘è paradossale che Trump abbia condannato le misure restrittive contro i giornalisti e contro la società civile approvate dal presidente del Nicaragua, Ortega. Non può fare la doppia morale’. Simon conclude: ‘Quello che mi preoccupa è che Trump si vanti della sua battaglia contro i media. Dovrebbe vergognarsi, ma invece ne va fiero’”.

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