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Perché un buco non è mai stato così utile

I motivi per non fermare la Torino-Lione vanno oltre i calcoli. L’analisi costi-benefici (non così negativa) è l’alibi del M5s per non deludere i movimenti del No, anche a costo di tradire i suoi principi

Alberto Brambilla

Email:

brambilla@ilfoglio.it

12 Febbraio 2019 alle 21:08

Perché un buco non è mai stato così utile

Foto LaPresse

La ferrovia Torino-Lione sta diventando un argomento ideologico, nel quale lo scontro tra i favorevoli e i contrari è ormai più una “guerra di religione” piuttosto che una seria valutazione di quello che riguarda questa opera infrastrutturale. Negli anni passati il Movimento 5 stelle ha sostenuto i comitati antagonisti alla Tav usandoli come “taxi” per arrivare al governo. Ora non può deluderli e vuole fermare la grande opera in corso.   Il ministro delle Infrastrutture dei Trasporti, Danilo Toninelli, del...

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Alberto Brambilla

Alberto Brambilla

Nato a Milano il 27 settembre 1985, ha iniziato a scrivere vent'anni dopo durante gli studi di Scienze politiche. Smettere è impensabile. Una parentesi di libri, arte e politica locale con i primi post online. Poi, la passione per l'economia e gli intrecci - non sempre scontati - con la società, al limite della "freak economy". Prima di diventare praticante al Foglio nell'autunno 2012, dopo una collaborazione durata due anni, ha lavorato con Class Cnbc, Il Riformista, l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) e il settimanale d'inchiesta L'Espresso. Ha vinto il premio giornalistico State Street Institutional Press Awards 2013 come giornalista dell'anno nella categoria "giovani talenti" con un'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena.

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